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Il raffreddore può fermare i tumori? Come un’infiammazione protegge i polmoni dalle metastasi

Gazzettino Italiano Patagónico by Gazzettino Italiano Patagónico
29 de abril de 2026
in Salud
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Il raffreddore può fermare i tumori? Come un’infiammazione protegge i polmoni dalle metastasi
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Non tutti i raffreddori vengono per nuocere: nei topi, un’infezione da virus respiratorio sinciziale, un patogeno dell’infanzia che provoca un raffreddore come sintomo iniziale, sembra proteggere i polmoni dalla diffusione di cellule tumorali. L’ipotesi è che le difese immunitarie che contrastano la diffusione del virus nel tessuto polmonare proteggano anche dalle metastasi. E ora gli autori della scoperta, dettagliata su PNAS, stanno studiando come simulare questa utile reazione di difesa, senza che si debba per forza passare da un’infezione.

Accesso sbarrato

I polmoni sono tra gli organi più facilmente colpiti da metastasi tumorali: ecco perché, negli ultimi anni, le ricerche scientifiche su come sfruttare la risposta immunitaria a comuni infezioni respiratorie come difesa anti-cancro hanno goduto di una certa fortuna. Un gruppo di scienziati dell’Imperial College di Londra ha somministrato a 23 topi il virus respiratorio (VRS) sinciziale attraverso le cavità nasali, e dato ad altri 16 topi usati come controllo una semplice soluzione salina. Un giorno successivo, a tutti i topi sono state iniettate cellule di tumore al seno, un tipo di cancro che facilmente può sviluppare metastasi nei polmoni.  Dopo un mese, i topi infettati con il virus avevano sviluppato il 65-70 per cento in meno di noduli nei polmoni rispetto al gruppo di controllo. I noduli erano però di dimensioni uguali in entrambi i gruppi: significa che, una volta entrate nei polmoni, le cellule tumorali proliferano alla stessa velocità, e il fatto che vi sia un’infezione in corso non modifica granché la loro diffusione.

Un aiuto dagli interferoni

Ulteriori test hanno svelato il ruolo cruciale degli interferoni di tipo I, proteine prodotte dalle cellule che interferiscono con la crescita dei virus, nel rendere più difficile la diffusione di tumori in nuove sedi. Così, gli scienziati hanno provato a somministrare gli interferoni direttamente a un altro gruppo di topi, non infettati dal virus respiratorio. Hanno, cioè, provato a innescare lo stesso effetto protettivo sui polmoni senza far ammalare i topi di raffreddore. Ci sono riusciti: 28 giorni dopo l’iniezione di cellule tumorali, i topi che avevano ricevuto interferoni dalle vie nasali hanno sviluppato meno noduli polmonari. L’effetto protettivo è stato leggermente superiore a quello del virus del raffreddore.

Tessuti che respingono il cancro

Gli interferoni hanno stimolato alcune risposte fondamentali negli strati di cellule che rivestono i polmoni (epitelio polmonare). La più importante sembra essere stata la produzione di una proteina, la galectina-9 (Gal-9), che può agire sopprimendo la crescita tumorale. Anche se quello descritto è un esperimento pre-clinico, molto lontano da essere replicato sull’uomo, apre alla possibilità che si possano preparare i tessuti polmonari di pazienti a rischio metastasi con farmaci a base di queste sostanze, anche in assenza di infezioni virali. Saranno testati anche modi per indurre la produzione di interferoni nell’uomo, dato che la somministrazione diretta di queste sostanze può generare reazioni infiammatorie indesiderate.

Elisabetta Intini

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