Sugli scaffali allo stesso prezzo delle originali, ma ben contraffatte in Turchia e poi spedite a un hub logistico in Germania che le smerciava in tutta Europa. Condannato per frode aggravata a Bakirkoy, in Turchia, l’amministratore delle due società manifatturiere, ora tocca all’importatore italiano, che dovrà rispondere di cinquemila paia di false scarpe Nike importate e distribuite in Italia. I reati contestati dalla Procura di Milano sulla scorta del lavoro della Guardia di Finanza sono ricettazione e introduzione nello Stato e commercio di prodotti con segni falsi. Le indagini hanno preso le mosse dalla compagnia Fiamme gialle di Paderno Dugnano, alla luce di piccole imperfezioni nella struttura e nella grafica del marchio di alcune calzature in vendita in un negozio di Cusano Milanino. Altre anomalie sono state riscontrate in altri negozi nelle province di Milano e Monza Brianza. Tutti questi negozi avevano in comune lo stesso fornitore. L’intervento dei periti ha confermato il falso così come è stata ricostruita la filiera di distribuzione su tutto il territorio nazionale, per conto di una strutturata organizzazione transazionale del falso individuata anche grazie alla collaborazione di Europol e Eurojust. I modelli contraffatti, fa notare il procuratore capo di Milano, Marcello Viola, “erano fra i più esclusivi a marchio Nike e presentavano un elevatissimo standard di contraffazione, tale da renderne particolarmente ricercata l’offerta e trarre agevolmente in inganno il consumatore, anche in ragione del prezzo al dettaglio, del tutto coerente con il prezzo di listino ufficiale”.
Marco Sacchetti



