Regge il cessate il fuoco tra Iran, Stati Uniti ed Israele ma proseguono le rappresaglie presso lo snodo marittimo strategico dello stretto di Hormuz, il cui controllo è tra le questioni principali del contendere. Mercoledì 22 aprile, la marina di Teheran ha aperto il fuoco su 3 navi della Msc sequestrandone 2. I media iraniani hanno affermato che le Guardie rivoluzionarie hanno dichiarato che l’accaduto segna un’ulteriore escalation, sebbene la Casa Bianca abbia dichiarato che i sequestri non violavano i termini del cessate il fuoco. Le navi dunque avrebbero violato le disposizioni di Teheran sulla navigazione nello stretto di Hormuz. Le dichiarazioni della Repubblica islamica sulla questione, tuttavia, ricevono i contraddittori delle rispettive compagnie di bandiera. Il tutto rientra nella strategia di guerra reciproca che Washington e Teheran stanno conducendo nello stretto di Hormuz creando blocchi nelle acque internazionali, mandando in crisi la navigazione e quindi l’approvazione globale del carburante.
Lo stallo dei negoziati
L’intensificarsi dell’attacco iraniano al traffico marittimo arriva un giorno dopo che il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha esteso il cessate il fuoco a tempo indeterminato in attesa della risposta dell’Iran ma regna ancora caos sui negoziati, in un susseguirsi di dichiarazioni e smentite da ambo le parti. Fonti pakistane hanno affermato che il presidente Trump avrebbe dichiarato che i colloqui potrebbero riprendere già domani. Il Pakistan aveva pianificato di ospitare un secondo ciclo di colloqui, ma quanto accaduto gli scorsi giorni è che la Casa Bianca ha di fatto sospeso il viaggio previsto del vicepresidente JD Vance a Islamabad a causa della risposta negativa iraniana al riavvio dei negoziati. Dal canto suo l’Iran ha riconosciuto l’estensione del cessate il fuoco ma non si è mai detta pronta a partecipare a un nuovo ciclo di colloqui per porre fine alla guerra, secondo quanto ha riferito mercoledì la televisione di stato. I funzionari iraniani hanno criticato la decisione di Trump di mantenere il blocco navale statunitense contro il commercio marittimo iraniano, considerato come un vero atto di guerra. Il presidente del parlamento iraniano e capo negoziatore, Mohammad Baqer Qalibaf, ha dichiarato che una cessate il fuoco completo avrebbe senso solo se il blocco fosse stato revocato.
L’impegno dell’Ue
Intanto anche l’Ue tenta una risposta all’aumento dei prezzi e le forniture di gas e petrolio dal Golfo. A Cipro i 27 leader dell’Unione europea si riuniranno oggi per discutere di un possibile intervento diplomatico sulla riapertura dello stretto di Hormuz. Al vertice si tornerà a parlare di un intervento della coalizione dei Volenterosi appare sempre più vicino. A Londra gli staff militari sono tornati a riunirsi per aggiornare i piani di una missione che – si sottolinea – «sarà pacifica e avrà l’obiettivo di garantire la libertà di navigazione, come e quando è ancora da chiarire.
Silvia Giovanrosa



