Siamo nell’era del tennis simbiotico. Sinner non può prescindere da Alcaraz, e viceversa. Si alimentano per rivalità. E se uno dei due si fa male, come in questo periodo lo spagnolo (che salta Madrid ed è ancora in dubbio per Roma e il Roland Garros) ecco che qualcosa viene a mancare. “Il tennis ha bisogno di Carlos, e anch’io ho bisogno di vederlo nel tabellone. Questa è la verità – dice Sinner a El Mundo – È un po’ diverso quando non c’è”. Il loro rapporto è di quasi-amicizia: “Ovviamente, non parliamo di tutto. È normale. Non parliamo di cose personali. Parliamo di cose generali, ed è sempre bello passare del tempo con Carlos. È una persona molto gentile, lo è sempre stata. Ma ci sono cose che entrambi preferiamo tenere per noi”. E’ un’intervista al Sinner più personale: “Sono un ragazzo normale. Ho una famiglia normale, ho amici normali. Tutto questo – dice indicando le telecamere – è caos, ma lontano da qui posso scegliere chi sono e con chi sto. In realtà è molto più facile di quanto la gente pensi. È il mio modo di rimanere il più concentrato possibile in campo. So di non fare molti gesti al pubblico, ma è il modo che ho trovato per competere. Amo giocare a tennis. Non gioco perché devo; gioco perché mi piace, anche se non sempre lo mostro. E fuori dal campo, mi godo davvero la vita e le persone che amo. Mi sento più fortunato per la famiglia che ho, per gli amici che ho e per la squadra che ho che per i miei titoli”. “Non appartengo alla generazione di TikTok. Se ho bisogno di distrarmi durante un torneo, chiamo un amico, gioco alla PlayStation o guardo semplicemente YouTube per un po’. Mi piace guardare video lunghi che trattano diversi argomenti, dalla scienza alla geopolitica, fino a temi più approfonditi. Il mondo sta cambiando così tanto ed è importante essere informati su tutto. Guardo spesso anche interviste o vlog di altri atleti e volevo condividere anche le mie esperienze”. Durante i tornei “ogni settimana vivo esperienze diverse, ambienti diversi, persone diverse. Ogni anno torniamo nelle stesse città, ma è bello conoscerle meglio ogni volta, scoprire nuovi posti, esplorare. Questa è la parte migliore della vita in circuito”. “Dopo l’allenamento, a volte salgo in macchina e giro per le strade del posto. Senza una meta precisa, per puro piacere. Se avessi più tempo, mi piacerebbe anche andare in pista e allenarmi alla guida. Sono anche un grande appassionato di Formula 1, ovviamente. Mi piace molto guardarla, soprattutto ora con Kimi Antonelli”. Invece non gli piacciono le interviste: “sono difficili, non posso negarlo. Ma non si tratta di parlare con i giornalisti, è perché spesso mi fanno sempre le stesse domande. Capisco che faccia parte del mio lavoro e cerco di non farmi sopraffare”.
Marco Melli



