Un piano di tre pagine per porre fine alla guerra in Iran.
Secondo Axios, Washington e Teheran hanno fatto progressi significativi sul «memorandum of understanding» che dovrebbe fare da apripista all’accordo per la fine della guerra tra la Repubblica islamica e gli Usa. Una notizia confermata dallo stesso Trump e dal leader de facto del Pakistan, il feldmaresciallo Asim Munir, che ha parlato di una svolta su «questioni spinose» dopo il viaggio a Teheran. I contenuti del documento, su cui si dovrebbe svolgere la trattativa del secondo round di colloqui, non sono al momento noti, parte della tattica negoziale. Ma a svelare alcuni punti cruciali è stato lo stesso media americano. Ecco quali dovrebbero essere le direttrici e le possibili mediazioni.
URANIO – Una delle priorità dell’amministrazione Usa è garantire che l’Iran non acceda alle scorte, stimate in quasi due tonnellate di uranio arricchito nascoste nei suoi impianti nucleari sotterranei. Per convincere la leadership iraniana, gli Usa avrebbero proposto a Teheran 6 miliardi di dollari per l’acquisto di cibo, medicine e aiuti umanitari. Una cifra ben inferiore ai 27 miliardi richiesti dagli ayatollah. Le parti starebbero negoziando un punto di caduta che, secondo Axios, potrebbe vedere gli americani arrivare a 20 miliardi, nonostante Trump abbia smentito.
SMALTIMENTO – Altro oggetto di contesa è la destinazione dell’uranio già arricchito. La trattativa era partita con la richiesta degli Stati Uniti di inviarlo negli Usa e Teheran che aveva messo sul tavolo solo la possibilità di diluirlo nel Paese, riducendo cioè l’arricchimento sotto la soglia necessaria per l’arma atomica. Secondo le indiscrezioni il memorandum potrebbe prevedere una mediazione che preveda una formula mista: l’invio di parte dell’uranio in un Paese terzo, non ancora individuato, e la diluizione del restante in Iran sotto supervisione internazionale.
MORATORIA SUL NUCLEARE – Nell’ultimo ciclo di colloqui a Islamabad, gli inviati americani avevano chiesto ai loro omologhi di accettare un periodo di 20 anni al quale Teheran avrebbe fatto una controproposta limitata a cinque anni. Nel piano in tre pagine, all’Iran potrebbero ora essere consentiti reattori nucleari, ma solo per la produzione di isotopi medicali, con l’impegno di realizzare i reattori in superficie, rendendo inutilizzabili quelli sotterranei. Un nodo cruciale su cui il tycoon continua a fare comunque muro, invocando la «sospensione illimitata» dell’intero programma.
MISSILI BALISTICI – Al momento non è chiaro se il memorandum faccia riferimento alle capacità dell’arsenale iraniano e al sostegno fornito da Teheran ai gruppi armati regionali (Hezbollah, Houthi, Hamas su tutti). Una priorità ribadita con forza da Israele e dai falchi repubblicani, per cui l’argomento deve essere prioritario nei negoziati.



