“Oggi la‘redazione unica’, composta da, Il Fatto Quotidiano, La Repubblica, Fanpage eReport, mostra una mia foto con un esponente della criminalità organizzata persostenere la bizzarra tesi di una mia vicinanza ad ambienti malavitosi. Così,su X, la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, commenta la foto che laritrae accanto a Gioacchino Amico, ex referente in Lombardia del clancamorristico dei Senese.
“Inoltre, questisignori fanno un pirotecnico collegamento con le vicende di mio padre, perdimostrare non so quale commistione con la criminalità organizzata– continua lapremier-. Ma questi imparziali e onesti giornalisti sanno benissimo che con miopadre ho interrotto ogni rapporto all’età di 11 anni. Così come sanno benissimoche, in decenni di impegno politico, esistono decine di migliaia di foto miecon persone che chiedono semplicemente un selfie. E ciò vale per chiunquefaccia politica e stia in mezzo alla gente. E sfido chiunque a trovare miedichiarazioni o attacchi contro altri esponenti politici colti nelle stessecircostanze”.
“Il mio impegnocontro ogni mafia è cristallino, coerente, duraturo. E ciò che abbiamo fatto alGoverno ne è la prova. Mentre altri liberavano dalle galere i boss mafiosi conla scusa del Covid, noi li arrestiamo e li teniamo dentro con il carcere duro, istitutoche abbiamo salvato dallo smantellamento. Differenze- prosegue Meloni- Ma aquesti ‘professionisti dell’informazione’ non importa niente. Tutto serve agettare fango nel ventilatore e a fare da grancassa mediatica agli interessi dipartito. Nessun giornalismo, solo politica. Poco importa. Non sono una personache si fa intimidire dagli squallidi attacchi di gente in malafede”.
PD: PERCHÉ AMICOSENESE FREQUENTAVA LA CAMERA? QUALI RAPPORTI CON FDI?
“Le notizie e leconferme delle connessioni politico-istituzionali tra esponenti dellacriminalità organizzata legati al clan Senese – come Gioacchino Amico – eambienti della destra ed esponenti di Fdi sono ogni giorno più evidenti ericche di particolari, grazie anche ai fari di luce accesi dal giornalismod’inchiesta e da trasmissioni come Report. Dopo il caso Delmastro e i suoirapporti con il prestanome dei Senese, Caroccia, il caso Gioacchino Amico.Questi, oggi anche collaboratore di Giustizia sull’inchiesta Hydra (l’alleanzatra ‘ndrangheta, camorra, cosa nostra che ha sviluppato in Lombardia un grandesistema di criminalità, narcotraffico, usura, controllo di appalti epenetrazione nell’economia e nella politica) ha frequentato nel tempo esponentipolitici della destra, in particolare di Fratelli d’Italia – dallasottosegretaria Frassinetti a una sua collaboratrice, alla senatrice Bucalo.Gli organi di informazione hanno perfino pubblicato un selfie di Amico conGiorgia Meloni, ‘catturato’ probabilmente durante una manifestazione politica.Ma Gioacchino Amico aveva anche libero accesso nei luoghi parlamentari, allaCamera in particolare, sempre – si legge – grazie ai rapporti con collaboratoridi esponenti di Fdi. Come mai? Chi lo autorizzava? Per quale motivo accedeva inParlamento? Di quali interessi si faceva portatore? Sono domande ineludibili,come le risposte che attendiamo. Porteremo in Antimafia anche questo aspettodella vicenda Hydra e, con interrogazioni, anche nei due rami del Parlamento”. Cosìi parlamentari Pd membri dell’Antimafia Verini, Serracchiani, Rando,Provenzano, Ghio, Mirabelli, Barbagallo e Valente.
RUOTOLO (PD):MELONI CON AMICO NON È SEMPLICE SELFIE
“Non è un selfiequalsiasi. È un fatto politico. Siamo al 2 febbraio 2019, all’Hotel MarriottMilano. La prima grande iniziativa di Fratelli d’Italia al Nord, in vista delleelezioni europee. In sala c’è tutto il gruppo dirigente e poi lei, GiorgiaMeloni. Questa vicenda emerge da un’inchiesta giornalistica che andrà in ondadomenica su Report su Rai Tre, anticipata dal programma condotto da SigfridoRanucci. In prima fila, però, c’è anche un altro uomo: Gioacchino Amico. Non unmilitante qualsiasi, è il referente del clan Senese in Lombardia. Oggi èimputato nel processo Hydra e, secondo quanto emerge dagli atti, verrebbeindicato dagli investigatori come uno snodo centrale del sistema mafiosolombardo: collegamenti tra camorra, ’ndrangheta e ambienti criminali legati aMatteo Messina Denaro. Amico è lì, in prima fila, e chiede un selfie a GiorgiaMeloni”. Così in una nota Sandro Ruotolo, componente della segreteria nazionaleed europarlamentare del Pd.
E allora,sottolinea Ruotolo, “il punto non è dire oggi: ‘non sapevo’. Il punto è unaltro. Gioacchino Amico non sarebbe stato un imbucato. Avrebbe frequentatoambienti politici, accompagnato dirigenti, partecipato alla campagnaelettorale. E soprattutto: alcuni livelli del partito potrebbero aver saputochi fosse. C’è poi un elemento ancora più grave se verificato: il racconto diingressi in Parlamento senza controlli, con presunti tesserini o accessiprivilegiati, circostanza che andrebbe verificata fino in fondo. Per questooggi non bastano le smentite. Non bastano le prese di distanza. Servonorisposte convincenti a domande semplici: chi sapeva? Chi avrebbe consentitoquell’accesso? Chi avrebbe costruito quei rapporti?”.
M5S: MELONI NONSE LA CAVA CON SLOGAN
“Giorgia Meloninon se la caverà con i soliti quattro slogan muscolari e commentando solo ilselfie con Gioacchino Amico, dovrà per forza rendere conto di un quadrocomplessivo gravissimo che riguarda il suo partito. Il fango da cui ècircondata è la sua classe dirigente, non il giornalismo d’inchiesta, baluardoper la nostra democrazia già ammaccata”. Lo affermano i rappresentanti del M5Snelle commissioni Antimafia e Giustizia della Camera e del Senato StefaniaAscari, Anna Bilotti, Federico Cafiero De Raho, Valentina D’Orso, CarlaGiuliano, Michele Gubitosa, Ada Lopreiato, Luigi Nave e Roberto Scarpinato.
“Fdi sembra avereuna classe dirigente nella migliore delle ipotesi permeabile e avvicinabile, senon addirittura inquinata da ambienti criminali– prosegue la nota- Sono ormaisvariate le notizie sui possibili intrecci con esponenti di primo piano della criminalitàorganizzata radicata a Roma e al Nord Italia. La vicenda Delmastro e il suolegame con la famiglia prestanome del clan Senese è ormai nota e di una gravitàinaudita. A questa si aggiungono i legami tra Fratelli d’Italia e GiacchinoAmico, rappresentante del clan Senese che a Milano ha curato la nascita delConsorzio tra mafia siciliana, clan Senese e la ‘ndrangheta già radicata inLombardia, oggi imputato nel processo Hydra ma anche uno dei pentiti che stafornendo elementi importanti alla magistratura”.
“In base a quantoemerso dagli organi di stampa, Amico con altri esponenti mafiosi frequentavaambienti di Fdi a Milano, aveva addirittura ottenuto una tessera del partito,entrava alla Camera con un tesserino o un accredito che gli faceva saltare icontrolli previsti per gli ospiti esterni, incontrava due parlamentari delpartito a pochi passi dal Senato e dalla Camera- continuano gli esponenti M5S-Giorgia Meloni deve rendere conto del fatto che in base a svariati riscontri ilsuo partito sembra circondato e infiltrato ai massi livelli da colletti bianchidella criminalità organizzata e del fatto che il suo Governo con tante assurdenuove norme ha spianato la strada proprio a questi esponenti delle mafie che sipresentano senza coppola e lupara ma con l’abito buono: innalzamento dellesoglie per gli affidamenti di appalti senza gara, liberalizzazione deisubappalti a cascata, abolizione dell’abuso di ufficio e ridimensionamento deltraffico di influenze, castrazione dei poteri di controllo della Corte dei Contie svuotamento della responsabilità contabile di politici e pubbliciamministratori”.
“Per fortuna ilno del referendum ha impedito il colpo grosso finale della subordinazione dellamagistratura a questo tipo di politica. Gli slogan muscolari di Meloni sullamafia militare fanno sorridere e a tal proposito le ricordiamo chenell’indifferenza generale da mesi boss di primissimo piano escono dal carcereuno dopo l’altro ma dal Governo non abbiamo sentito una sola parola”, concludela nota.
FRATOIANNI:MELONI CHIARISCA INVECE DI ATTACCARE I GIORNALISTI
“Leggo cheGiorgia Meloni risponde all’inchiesta di Report e al suo selfie con uncondannato per mafia, dicendo che non può sapere con chi fa foto. È giusto, percarità. E nessuno, credo, si sogni di chiederle conto di un selfie. Quello cheperò dovrebbe chiarire, e per la verità dovrebbe preoccuparla, è la facilità direlazione di alcuni alti esponenti del suo partito con questi personaggi, daquel che continua ad emergere da indagini e inchieste giornalistiche”. Loscrive Nicola Fratoianni di Avs in un post che sarà pubblicato sui social.
“La persona delselfie sembrerebbe vicina a Fidanza ed è parte dello stesso clan (i Senese) percui- prosegue il leader rossoverde- è finito nei guai Delmastro, per la tristee nota vicenda degli affari in comune con i prestanome del boss. Un po’ troppe casualitàtutte insieme? Proprio perché rivendica il suo impegno antimafia, Melonidovrebbe essere in prima linea a cercare di capire se e come sia statopossibile che la sua organizzazione sia stata infiltrata da personaggi dellamalavita e, se avvenuta, con la complicità di quali dirigenti del suo partito.Dovrebbe- conclude Fratoianni- ringraziare i giornalisti che fanno il lorolavoro, invece di attaccarli, perché consentono alla verità di venire allaluce. Così facendo preservano la democrazia. Meloni chiarisca”.
FDI: IMPEGNOMELONI TESTIMONIATO DAI FATTI, INDIGNATI DA QUESTO GIORNALISMO
“Il giornalismodel campo largo in servizio effettivo e permanente oggi ha sfornato una tesiche va ben oltre la strumentalizzazione politica alla quale ci hanno abituati,sfociando quasi nella calunnia. La batteria dei quotidiani di riferimento dellesinistre, infatti, partendo da un selfie scattato da un malavitoso assieme alpresidente Meloni, con una ricostruzione assurda e paradossale, adombrerebbedei legami con il clan dei Senese. È evidente che il selfie sia stato scattatoin una occasione pubblica, non dal presidente ma dallo stesso soggetto cheriferiscono essere collegato al clan. Circostanza impossibile da evitare perogni politico in occasioni pubbliche. L’impegno del presidente Meloni e diquesto governo contro ogni mafia è però testimoniato dai fatti, che raccontanodi miriadi di arresti di super latitanti, nonché del merito esclusivo di averstrenuamente mantenuto in piedi l’istituto del carcere duro per i mafiosi. Nonsi può dire che il medesimo impegno sia stato assolto con tanta solerzia dalleforze politiche che oggi si scagliano irragionevolmente contro Giorgia Meloni.La storia personale del presidente Meloni nella lotta alla mafia parla da solae come gruppo di Fratelli d’Italia della Commissione antimafia, ci diciamoindignati da questo modo di fare giornalismo e tributiamo al presidente delConsiglio tutta la nostra solidarietà”. Lo dichiarano i componenti di Fratellid’Italia della Commissione Antimafia.
CROSETTO: DAQUOTIDIANI DELLA DISINFORMAZIONE SOLO FANGO CONTRO MELONI
“Oggi i solitiquotidiani a servizio della disinformazione pubblicano una foto del 2019, unselfie, che ritrae il Presidente Giorgia Meloni con una persona. La persona èun delinquente. La cosa è un evidente problema per quella persona ma perchédovrebbe esserlo per Lei? Io nella mia vita avrò fatto migliaia di foto eselfie con persone che non conosco. Quindi Lei ne avrà fatte centinaia dimigliaia. Come Renzi o Conte o gli attori, cantanti, sportivi. Qualcuno diloro, di noi, ha mai chiesto casellario giudiziario o curriculum o anche soloinformazioni superficiali a chi chiede una fotografia? Io mai! Come tutti!Quindi che valore politico o morale o istituzionale ha pubblicare una fotocosì? Nessuno. È solo fango, solo un modo per dare fastidio ad una persona, perrovinare le giornate di lavoro e renderle più difficili, per ‘aiutare’ i propriamici in ogni modo possibile, anche il più scorretto e falso”. Lo scrive suisocial il ministro della Difesa Guido Crosetto.
GASPARRI (FI):SOLIDARIETÀ A MELONI, BASTA CON SPECULAZIONE SUI SELFIE
“Basta conl’aggressione a Giorgia Meloni. Di foto occasionali di leader politici conpersone che poi si sono rivelate discutibili ne abbiamo viste troppe. Anni faquando sequestrarono un ristorante a Roma per accuse di riciclaggio, trovaronosul muro le foto di Prodi, ostentate con orgoglio, perché aveva mangiato percaso una volta lì. Nessuno ne trasse conseguenze negative. Può capitare achiunque sia noto di essere fermato per un selfie per strada, ad un convegno,in un locale pubblico, certamente senza poter chiedere, certificati di buonacondotta, indicazioni parentali e quant’altro. Basta con la speculazione suiselfie perché poi si potrebbe aprire una polemica più ampia. Ricordo foto conesponenti del fondamentalismo islamico in Italia e all’estero, chemeriterebbero ben altre critiche per esponenti di altri settori politici,perché sono foto fatte nella consapevolezza delle persone che si avevano afianco. Cosa che invece non riguarda i selfie che qualsiasi persona pubblicapuò fare strada o ad una manifestazione. Piena solidarietà a Giorgia Meloni”.Lo dichiara il senatore di Forza Italia, Maurizio Gasparri, Presidente dellaCommissione Affari Esteri e Difesa del Senato.
RANUCCI: SU AMICOA CAMERA REPORT TRASMETTERÀ TESTIMONIANZA EX PARLAMENTARE E INTERCETTAZIONE2020
“Risposta diReport alla nota della Camera dei deputati sulla presenza dell’esponente delclan senese in parlamento. In merito alla foto pubblicata da Report delreferente del Clan Senese, Gioacchino Amico e Giorgia Meloni, e al fatto cheAmico entrasse indisturbato in Parlamento, la Camera dei deputati rende noto‘che non è mai stato rilasciato alcun tesserino permanente intestato alsoggetto citato dalle fonti di stampa’. Report precisa che Report non ha maiparlato di pass permanente a nome di Gioacchino Amico, ma del fatto che avesseaccesso libero a piacimento in una sede istituzionale“. Così il conduttore di‘Report’ Sigfrido Ranucci sui social.
“La circostanzache Gioacchino Amico abbia avuto a sua disposizione una forma di accredito perentrare alla Camera- aggiunge- è attualmente al vaglio anche dell’autoritàinquirente. Report manderà in onda nella prima puntata la testimonianza che ciha rilasciato un ex parlamentare che si è recato a Montecitorio insieme adAmico, dalla quale risulterebbe che il referente lombardo del clan Senesesarebbe entrato senza bisogno di presentare i documenti. Inoltre, inun’intercettazione del 2020, l’attuale assistente della sottosegretaria di Fdi,Paola Frassinetti garantisce al referente del clan Senese di ‘stare serenoperché ad aprire le porte’ della Camera, ci avrebbe pensato lei. Report in ondaalle 20.30 su Rai3″.
Maria Anzalone


