Nel dibattitosulla sicurezza pubblica si pensa che la deterrenza dipenda dalla potenzadell’arma data in dotazione agli operatori di polizia, ma non è così. Ladeterrenza dipende dallo strumento che l’operatore può realmente usare. InItalia, chi delinque sa benissimo che l’uso della pistola da parte delle forzedell’ordine è, nella pratica, estremamente improbabile e circondato da rischigiudiziari enormi. Risultato: quello strumento non fa paura. È un’arma potente,certo, ma percepita come sostanzialmente inutilizzabile e, pertanto, può essereignorata. Al contrario, strumenti meno invasivi – come il taser e finanche unasemplice bodycam azionata – risultano spesso più deterrenti. Non perché sianopiù efficaci, ma perché sono concretamente utilizzabili. Chi sta dall’altraparte lo sa. Non serve essere giuristi: basta conoscere, per esperienza o persentito dire, come funzionano davvero le cose. Da qui una regola semplice, madecisiva: non si teme l’arma più forte, si teme l’arma che può essere usata.Applicando questo principio agli inseguimenti, il problema emerge in tutta lasua evidenza. Oggi la fuga è, per molti, una scelta razionale e conveniente: siscappa perché si sa che l’operatore ha margini di intervento limitati e cheogni azione incisiva può trasformarsi per egli stesso in un rischio penale.Quindi perché farsi arrestare ed andare in carcere se si ha la possibilità difarla franca con limitati rischi personali? Per invertire questa dinamica,serve una disciplina che consenta espressamente quantomeno l’urto intenzionalefinalizzato a fermare un veicolo in fuga (il cosiddetto speronamentocontrollato). La norma avrebbe un effetto immediato: rendere quella reazionelegittima e pertanto prevedibile. Ciò che è prevedibile diventa deterrenteperché sapere che un’auto dei Carabinieri può legittimamente speronarti cambiail calcolo a monte. Non durante l’inseguimento, ma prima ancora che inizi.Pertanto, ridurrebbe le fughe e quindi gli inseguimenti. Infatti, chi fugge,pur senza conoscere norme e articoli, conosce benissimo i limiti reali dellarisposta. Se quei limiti cambiano – se la reazione diventa certa, immediata elegittimata – cambia anche la sua decisione. La sicurezza non si costruisce construmenti sempre più potenti, ma con strumenti utilizzabili e non meramenteornamentali come è, in Italia (ma non negli USA, per esempio), la pistolad’ordinanza. Ciò perché, al netto di tanti bellissimi ragionamenti antropologicie sociologici, l’efficacia, nella lotta al crimine, nasce dalla sola concretapossibilità dell’uso della forza.
Giorgio Carta



