«Èfondamentale fare una distinzione netta: l’intolleranza al latte riguarda glizuccheri (lattosio) e non è mai fatale; l’allergia, invece, coinvolge leproteine e può scatenare reazioni violente e immediate come lo shockanafilattico.
In questi casi,l’adrenalina auto-iniettabile è l’unico strumento che può fare la differenzatra la vita e la morte». Lo ha dichiarato Vincenzo Patella, presidentedella Società Italiana di Allergologia, Asma e Immunologia Clinica (Siaaic),commentando la notizia della scomparsa di una studentessa di 15 anni a Ostia,avvenuta dopo aver consumato un pasto in un ristorante. Le cause del decessonon sono ancora certe, ma la ragazza era allergica alle proteine del latte.
L’allergia allatte è una condizione seria che spesso si acquisisce durante l’infanzia.»L’intolleranza causa malessere generale, dolore addominale o vomito, manon esiti infausti – sottolinea Patella -. L’allergia scatena l’anafilassi, uncollasso dell’apparato cardiovascolare che impedisce al sangue di raggiungereorgani vitali come cuore e cervello». Tra le proteine del latte (caseina,alfa-globulina e beta-lattoglobulina) la caseina è la più insidiosa perché è»termostabile e gastrostabile». «Non si denatura con labollitura a 100°C e resiste ai succhi gastrici, mantenendo intatto il suopotere allergizzante anche dopo la cottura – spiega Patella -. In soggettialtamente sensibilizzati, lo shock può essere scatenato persino dall’inalazionedi vapori durante la bollitura del latte».
Nelleristorazioni, il pericolo principale è rappresentato dalla contaminazione odall’ingrediente non dichiarato. «Sia che si tratti di formaggiograttugiato nella pasta, di latte nelle polpette o di proteine residue in cibicotti, il cosiddetto ‘cibo nascosto’ resta la minaccia maggiore – precisa -. Adifferenza delle allergie vegetali, per il latte le reazioni crociate sono menofrequenti, rendendo la contaminazione diretta la pista più probabile». InItalia si registrano 40-60 decessi accertati all’anno per shock anafilattico.Ciò che un paziente allergico deve sempre portare con sé, secondol’allergologo, è l’adrenalina auto-iniettabile: «È un farmaco diautosomministrazione che permette di guadagnare il tempo necessario perraggiungere il pronto soccorso». Anche i ristoratori possono fare la loroparte. «Pur non avendo l’obbligo di detenere adrenalina, i ristoratoridevono essere formati – conclude Patella -. Siaaic mette a disposizione corsi epodcast su Siaaic Channel».



