Un’altra mostra su Banksy a Bologna, che mira a ricostruire, per la prima volta, il contesto culturale, urbano e politico in cui è nato e cresciuto il suo linguaggio. Si tratta della mostra “Banksy Archive 01 – The School of Bristol (1983-2005)”, in programma da domani al 2 agosto a Palazzo Fava a Bologna. In ballo ci sono oltre 300 opere del ‘misterioso’ artista, suddivise in 32 sezioni, che raccontano gli esordi e il mondo in cui si è formato, restituendo al pubblico l’estetica e lo spirito della cultura urbana degli anni Ottanta e Novanta. La mostra, promossa dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Bologna nell’ambito del progetto culturale Genus Bononiae, è prodotta da Opera Laboratori. Curata da Stefano Antonelli e Gianluca Marziani, l’esposizione si avvale della curatela scientifica di Giovanni Argan e si articola in sezioni affidate a protagonisti che, negli anni, sono stati proprio al fianco di Banksy o ne hanno influenzato il percorso, tra cui Felix Braun, Tom Bingle, John Nation, Kye Thomas, Richard Jones e Christopher Chalkley. La mostra di Bologna si avvale anche di un comitato scientifico composto da Paul Gough, prof alla Arts University of Bournemouth, da Ulrich Blanché, professore alla University of Heidelberg, e dai ricercatori Lorenzo Gigante (Alma Mater Studiorum) e Jacopo de Blasio (Università di Palermo).
IL PERIODO TRA IL 1983 E IL 2005
In mostra ci si focalizza sul periodo tra il 1983 e il 2005: è in questo contesto che prendono forma immagini destinate a diventare universali, come Girl with Balloon, la ragazza con il palloncino rosso a forma di cuore nella sua versione originale del 2004, oppure il Flower Thrower, il lanciatore di fiori, e Police Kids, nota anche come Jack and Jill, dall’omonima antica filastrocca popolare inglese. Ma cos’era quindi la School of Bristol? Non un semplice stile, concordano i curatori della mostra bolognese, ma “un campo dinamico” di relazioni tra storia urbana, dissenso politico, culture musicali e sperimentazione visiva. In questo ambiente collettivo, da cui emergono figure come Robert Del Naja, frontman dei Massive Attack, e Nick Walker, la strada diventa superficie narrativa e spazio di intervento critico, in cui “l’arte dialoga direttamente con la società”. È all’interno di questo contesto che si sviluppa il lavoro di Banksy: per la prima volta saranno esposte a Bologna, quindi, tutte le opere realizzate dall’artista insieme alla DBZ Crew. Tra i documenti più significativi esposti, inoltre, figura una lettera del 1998 firmata da Banksy stesso, con il nome di “Robin Banks”, con cui l’artista invitava il writer Soker a partecipare a “Walls on Fire!”, evento organizzato a Bristol insieme a Inkie e dedicato al virtuosismo del wildstyle, che riunì alcuni tra i più importanti protagonisti della scena graffiti britannica. “Con ‘Banksy Archive 01 – The School of Bristol’ abbiamo voluto promuovere un progetto espositivo che intende restituire al pubblico non solo l’immaginario di un artista globale, ma soprattutto il contesto culturale, sociale e urbano da cui quel linguaggio ha preso forma“, spiegano la presidente della Fondazione Carisbo, Patrizia Pasini, e l’amministratore unico di Genus Bononiae, Renzo Servadei.
Luca Donigaglia



