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Giuli a New York rende omaggio alla statua di Cristoforo Colombo e depone una corona di fiori

Gazzettino Italiano Patagónico by Gazzettino Italiano Patagónico
24 de marzo de 2026
in Cultura
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Giuli a New York rende omaggio alla statua di Cristoforo Colombo e depone una corona di fiori
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Il ministro della Cultura, Alessandro Giuli, negli Stati Uniti in visita istituzionale, ha reso omaggio al monumento dedicato a Cristoforo Colombo a Columbus Circle. In un momento solenne e di raccoglimento, ha deposto una corona di fiori davanti la statua.

“La presenza e la memoria di Cristoforo Colombo è un elemento di grande ricchezza per gli Stati Uniti– ha dichiarato Giuli-. Il popolo americano vede in Colombo, e negli italiani che vivono in America, una presenza che ne ha arricchito l’identità da secoli, e questo ci rende tutti orgogliosi. Stati Uniti e Italia stanno lavorando fecondamente attraverso la cultura e la diplomazia culturale per rimanere uniti. E per fare in modo che la nostra Nazione sia il capofila, tra quelle europee, nel tenere stretto il rapporto con questo magnifico popolo”.

MIC: GIULI A NEW YORK PER RIPORTARE IN ITALIA ‘ECCE HOMO’

Giuli si è anche recato nella sede di Sotheby’s a New York, dove ha potuto visionare per la prima volta l’opera “Ecce Homo” e “San Girolamo Penitente” di Antonello da Messina, un pannello dipinto su entrambi i lati: da un lato è raffigurato un intenso “Ecce Homo”, con Cristo coronato di spine, dall’altro un “San Girolamo penitente” in un aspro paesaggio roccioso. L’opera, acquistata poche settimane fa dalla Direzione generale Musei, ritornerà fra pochi giorni in Italia.

“È un momento storico. Il ritorno in Italia di questo dipinto è un’operazione culturale senza precedenti– si legge in un comunicato del ministero della Cultura (Mic)-. È una grande soddisfazione per il ministero della Cultura e per tutti gli italiani che possono tornare a godere di tanta bellezza, e possono farlo anche perché il Governo e il MiC si sono impegnati fortemente per rafforzare il patrimonio culturale a disposizione dei cittadini. Il quadro è eccezionale, ha un altissimo valore devozionale e al tempo stesso artistico, è un’acquisizione straordinaria”.

L’opera – destinata probabilmente a un uso devozionale privato – rappresenta un caso particolarmente significativo nella produzione di Antonello da Messina. “Le leggere abrasioni presenti sulla superficie pittorica sono verosimilmente riconducibili alla pratica del bacio dell’immagine e devono essere valutate alla luce della tipologia dell’oggetto, delle sue dimensioni ridotte e della funzione originaria cui era destinato. Il dipinto, dal punto di vista storico-artistico, assume- spiega il Mic- un rilievo particolare anche nello sviluppo dell’iconografia del Volto di Cristo come ‘Uomo dei dolori’, come suggerito dalla presenza dell’iscrizione Inri”.

L’opera si inserisce, infine, in una serie di varianti del medesimo tema realizzate da Antonello da Messina nel corso della sua attività, tra cui quelle conservate al Metropolitan Museum di New York, a Palazzo Spinola a Genova e al Collegio Alberoni di Piacenza, a testimonianza della rilevanza del soggetto nella produzione del maestro e della sua evoluzione formale nel tempo.

“I soldi dei cittadini vanno sempre ben spesi, vale a dire impegnati per il patrimonio comune di tutti i cittadini italiani. Sono investimenti che vanno ad arricchire la nostra enorme ricchezza culturale. Questo quadro non potrà che valere sempre di più in un patrimonio come quello italiano che esprime già un valore incommensurabile”, ha concluso Giuli.

GIULI A PROCURA MANHATTAN PER RESTITUZIONE 17 PREZIOSI BENI A ITALIA

Infine, Giuli è intervenuto presso la Procura di Manhattan alla cerimonia di restituzione di diciassette beni culturali provenienti da scavi clandestini, esportazioni illecite e furti avvenuti negli ultimi decenni in Italia.

“Dal 2021 ad oggi, gli Stati Uniti hanno restituito all’Italia oltre 900 opere d’arte e beni archeologici. Una buona parte di esse sono rientrate da New York grazie all’attività investigativa svolta dall’Ufficio del Procuratore di Manhattan in collaborazione con i Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale. La cerimonia odierna, grazie alla quale vengono restituiti al patrimonio italiano diciassette preziose testimonianze di valore artistico e storico di varie epoche e contesti culturali, ne è una testimonianza concreta”, ha dichiarato Giuli.

La cerimonia si inserisce nel contesto della proficua e duratura cooperazione italo-statunitense nella lotta al traffico illecito dei beni culturali. “Il 5 dicembre scorso, ho avuto il piacere di rinnovare per cinque anni con la mia amica Sarah Rogers, Under-Secretary of State per la Diplomazia Pubblica del Dipartimento di Stato USA, il Memorandum di Intesa tra Italia e USA sull’imposizione di limitazioni all’importazione di materiale archeologico dall’Italia. Uno strumento essenziale per la tutela del patrimonio culturale, per il contrasto al crimine organizzato transnazionale e per lo sviluppo di un sano mercato dell’arte”, ha aggiunto Giuli.

Fra i beni restituiti all’Italia- si legge in un comunicato- dalla Procura Distrettuale di Manhattan: nove reperti archeologici (due kylix in terracotta, tre rilievi funerari in marmo, due orecchini etruschi in oro, due coppe pompeiane in argento), localizzati presso il Museum of Art di New York (Met); sei volumi antichi a stampa in caratteri cinesi della “collezione Japonica-Sinica” (XVI-XVII secolo), di proprietà dell’Archivio Romano della Compagnia di Gesù (Arsi); una lettera scritta e firmata da un segretario per Alfonso I d’Este, duca di Ferrara, a Lodovico Ariosto, localizzata presso la Morgan Library di New York e il volume antico “Nachlath Ya’akov” risalente al 1622, appartenente al Collegio Rabbinico Italiano, rubato dalle truppe naziste nell’ottobre 1943.

All’evento, insieme al ministro, erano presenti per la Procura di Manhattan il Capo dell’Unità contro il traffico illecito di beni culturali, Matthew Bogdanos, e il Capo della Divisione Processuale, Lisa Del Pizzo; oltre all’Ambasciatore d’Italia negli Stati Uniti, Marco Peronaci, il Console Generale d’Italia a New York, Giuseppe Pastorelli; e il Comandante dei Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale, Gen. B. Antonio Petti.

Maria Casale

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