La campagna del No ha prodotto una quantità di affermazioni farraginose e fasulle, non si tratta di sfumature interpretative ma di un metodo deliberato, perseguito con protervia da chi sa di dover sopperire all’assenza di argomentazioni, con un grande rumore di fondo teso a confondere il cittadino chiamato a decidere con il suo voto.
Vorresti giudici che dipendono dalla politica?
(ANM, manifesti nelle stazioni italiane)
Mendacio brutalis. Il nuovo testo costituzionale sancisce alla lettera che la magistratura è ordine autonomo e indipendente da ogni altro potere: identico all’attuale. La Procura di Roma (nel merito) ha aperto un fascicolo per possibile diffusione di notizie false.
L’ANM, sindacato il cui statuto recita “non ha carattere politico”, ha finanziato questa campagna con oltre un milione di euro rifiutando poi la trasparenza sui finanziatori. Le stesse correnti che ogni giorno decidono della libertà dei cittadini sono incapaci di sopportare che qualcuno le esiga trasparenti.
“Falcone e Borsellino erano contro la separazione delle carriere”
Fronte del No, diffusamente (Gratteri a DiMartedì, la7)
Acme della manipolazione toccata da Gratteri che lesse dal suo smartphone una presunta intervista di Falcone a Repubblica del 25 gennaio 1992. Intervista inesistente, chiunque abbia accesso all’archivio storico di Repubblica può verificarlo.
La frase attribuita a Borsellino nella trasmissione Samarcanda del 23 maggio 1991 è ugualmente falsa: le teche Rai confermano che Borsellino non era tra gli ospiti. Il Fatto Quotidiano ha ammesso l’errore il 13 novembre 2025. Strumentalizzare martiri civili con citazioni apocrife è patetico e offensivo
“I mafiosi, gli indagati e la massoneria deviata voteranno Sì”
(Gratteri, Di Matteo, S.Borsellino)
Nessuna prova, nessun meccanismo causale: solo l’accostamento infamante tra chi vota Sì e la criminalità organizzata, un’abduzione travestita da allarme civico. Gratteri, principale frontman di questo argomento, è il magistrato che ha generato 78 milioni di euro in risarcimenti per ingiuste detenzioni. Il giudizio sui suoi metodi lo lasciamo a chi è stato ingiustamente accusato e detenuto.
“I laici dei nuovi Csm saranno scelti dalla maggioranza di governo”
(Gabanelli, Nencini, Gratteri)
Il testo prevede un elenco di professori universitari in materie giuridiche e avvocati con almeno quindici anni di esercizio, compilato dal Parlamento in seduta comune con quorum elevato: poi si sorteggia da quell’elenco.
I togati restano due terzi, i laici un terzo, identica proporzione all’attuale CSM. Il quorum impone una convergenza parlamentare larghissima, incompatibile con la logica della maggioranza di governo.
“Il doppio CSM lega i PM all’esecutivo”
(Gratteri, Casciaro, Bellomo)
Il CSM requirente avrà composizione identica all’attuale: due terzi togati sorteggiati tra tutti i PM italiani, un terzo laici da elenco parlamentare, piene prerogative di autogoverno su assunzioni, assegnazioni, valutazioni di professionalità.
Nessuna norma attribuisce al governo poteri sulle nomine o sulle carriere dei PM. Di Pietro, ex PM, lo ha detto in modo chiaro: «l’affermazione è tecnicamente falsa rispetto al testo della legge»
“Il costo della riforma sarà 141 milioni l’anno: insostenibile
(Gratteri, Gabanelli)
I due nuovi CSM avranno organici proporzionati senza raddoppio di personale, e l’Alta Corte disciplinare sostituisce la sezione disciplinare già esistente nell’attuale CSM, assorbendone risorse.
Nessuna stima ufficiale, nessuna relazione tecnica del MEF, nessuna perizia attuariale ha mai prodotto quel numero. Si tratta di una proiezione speculativa e infantile, presentata come fatto accertato.
“La separazione delle carriere esiste già: referendum inutile”
(Barbero, De Gregorio e altri)
Grande e colpevole confusione tra separazione funzionale e separazione strutturale. La legge Cartabia del 2022 ha ridotto a un solo passaggio il cambio di funzione, ma giudici e PM condividono ancora lo stesso concorso, lo stesso percorso formativo, lo stesso CSM che gestisce nomine e carriere in modo incrociato: è proprio questa promiscuità istituzionale che la riforma intende recidere.
Pagella Politica ha certificato l’argomento come fuorviante. Meta ha ridotto la visibilità del video di Barbero: lo storico medievale ha così scoperto di essere più influencer che giurista.
“Il peso dei politici nel nuovo assetto raggiunge il 50%”
(Baldino e comitati del NO)
Siamo all’Aritmetica alternativa…Nell’Alta Corte disciplinare i laici nominati dal Parlamento sono 3 su 15, il 20%, non il 50%. Nei due CSM i laici sono un terzo, identica proporzione all’attuale. Sostenere che i politici pesino oltre il 50% richiede una contabilità che ingloba professori e avvocati sorteggiati nella categoria “politici”: calcolo deliberatamente capzioso, segnalato come falso da Pagella Politica (la fonte di debunking + autorevole in circolazione)
“L’Alta Corte disciplinare riduce l’indipendenza delle toghe”
(ANM e fronte del NO)
L’attuale sezione disciplinare del CSM è composta dagli stessi magistrati che hanno appena votato sulla carriera di chi giudicano: conflitto di interessi istituzionalizzato, certificato dal caso Trani, dove PM condannati in via definitiva per violenza privata hanno ricevuto sospensioni temporanee e poi incarichi giudicanti a Milano e Torino. La nuova Alta Corte separa il governo delle carriere dalla funzione disciplinare isolando la patologia.
Chi vota No il 22 e 23 marzo è libero di farlo. Ma lo facesse con argomenti veri, fondati sul testo della legge e non su citazioni apocrife di morti illustri, accuse di collusione mafiosa verso metà degli elettori o aritmetiche fantasiose. Dall’intero fronte del No non è arrivato un solo argomento tecnico che regga alla verifica dei fatti.
Giulio Galetti



