In un video diffusosi capillarmente su X, una esule cubana ha risposto con durezza alla sempre polemica Greta Thunberg, dopo che quest’ultima nei giorni scorsi aveva invitato il mondo a parlare di Cuba, sostenendo un convoglio umanitario internazionale diretto all’Avana per protestare contro l’embargo statunitense. La protagonista di questa replica esemplare si chiama Kiele Alessandra Cabrera. Attivista per la libertà di Cuba, Kiele è già abbastanza nota nella sua comunità per un gesto coraggioso risalente al 2021, quando irruppe su un campo da baseball durante una partita tra Cuba e Venezuela a West Palm Beach, sventolando uno striscione con la scritta “Free Cuba”. Nel video, Kiele si rivolge direttamente alla giovane attivista svedese con parole ferme e dirette: “Dobbiamo parlare di Cuba, dice Greta Thunberg. Ciò di cui dobbiamo parlare è di come tu, Greta, debba farti gli affari tuoi e informarti sulle realtà di ciò che sta accadendo attualmente a Cuba. Come cubana, vorrei informarti, Greta, che la sofferenza del popolo cubano è il risultato diretto della cattiva gestione dello stato cubano. Il regime di Castro e il suo apparato militare hanno miliardi, mentre il cubano medio lotta per trovare scarti di cibo per strada e sopravvivere con il sistema di razionamento comunista”. Ma la donna cubana non si ferma qui e smonta punto per punto la narrazione di Thunberg, che ha definito l’embargo americano un brutale atto di punizione collettiva, evidenziando come tutti i popoli secondo Greta vessati dagli USA festeggino il loro intervento e la caduta dei loro tiranni, vedi Iran o Venezuela: “Non trovi ironico che le persone che sostieni siano strangolate dalle guerre di Trump stiano in realtà celebrando le sue azioni militari? È così evidente che sei stata addestrata dai tuoi istruttori comunisti a dire slogan come ‘Lascia vivere Cuba’ e ‘Smetti di strangolare Cuba’, quando in realtà sei ignorante e completamente fuori contatto con ciò che abbiamo sofferto come popolo cubano sotto la repressione comunista in tutti questi anni”. E alla fine conclude con un appello chiaro, mentre a Cuba sono in corso da giorni proteste di piazza: “Siamo attualmente al nostro settimo giorno di proteste consecutive dentro Cuba, dove ci sono ancora migliaia di prigionieri politici e giovani attivisti vengono perseguitati ogni giorno. Quindi, fai un favore a noi tutti, popolo cubano, Greta, e fatti gli affari tuoi. Viva Cuba Libre”. Il contesto è quello di una Cuba in profonda crisi: blackout energetici prolungati, carenza di cibo e medicine, un regime che celebra il suo 67° anniversario mentre reprime il dissenso. Thunberg, prima icona della lotta climatica e ora amica dei regimi socialisti, ha deciso di continuare a puntare il dito contro Donald Trump e l’embargo USA, senza menzionare le responsabilità interne del regime cubano. La risposta di Kiele, invece, rappresenta la voce di migliaia di cubani in esilio e di chi, sull’isola, rischia la vita per protestare. Non è la prima volta che la diaspora cubana alza la voce contro chi, dall’estero, idealizza un regime che ha prodotto solo povertà e repressione. Ma questa volta il messaggio è arrivato dritto al bersaglio: una giovane che ha vissuto sulla propria pelle (o su quella della sua famiglia) il dramma cubano ha zittito chi, da salotto, distribuisce slogan.
Alessandro Bonelli



