Jeff Bezos sta raccogliendo cento miliardi di dollari. Non per Amazon. Non per Blue Origin. E non certo per il Washington Post che licenzia giornalisti a centinaia. E’ in fase di accumulo per qualcosa di nuovo: un fondo di investimento collegato alla sua startup di intelligenza artificiale, Project Prometheus, che opererebbe sulla stessa holding. I soldi arriverebbero da investitori in Medio Oriente e nel Sud-est asiatico. Le trattative sono preliminari. Lo hanno spiegato tre fonti al New York Times. Cento miliardi, per capirci, è la cifra del Vision Fund di SoftBank, il più grande veicolo di investimento tecnologico mai costruito. Bezos punta allo stesso livello. Project Prometheus è partito con 6,2 miliardi, versati dallo stesso Bezos e da altri investitori. Lo guida insieme a Vik Bajaj, fisico e chimico con un curriculum che passa per Google X, il laboratorio interno di Alphabet soprannominato “the Moonshot Factory”, e per Verily, il centro di ricerca sulle scienze della vita poi confluito in Alphabet. Bajaj ha co-fondato anche Foresite Labs, un’incubatrice di startup nell’intelligenza artificiale. Ha lasciato tutto per seguire Bezos. L’idea di fondo è che l’intelligenza artificiale stia per fare con l’industria fisica quello che ha già fatto con il testo: imparare dai dati, individuare schemi, migliorare processi. Project Prometheus lavora sull’ingegneria e la produzione, dall’informatica all’aerospaziale. Il fondo investirebbe, o acquisterebbe direttamente, le aziende che potrebbero beneficiare di quella tecnologia. Un ecosistema chiuso: sviluppi la tecnologia, poi compri le aziende su cui applicarla. Tra i membri del consiglio di amministrazione di Project Prometheus c’è David Limp, ex dirigente Amazon e attuale capo di Blue Origin. Il cerchio si chiude: la startup potrebbe accelerare anche gli investimenti esistenti di Bezos, compresa la sua azienda spaziale. Nel panorama dell’intelligenza artificiale applicata al mondo fisico, Bezos non è solo. Physical Intelligence applica l’IA alla robotica. Periodic Labs, fondata da ricercatori usciti da Meta, OpenAI e Google DeepMind, punta ad accelerare le scoperte in fisica e chimica.



