Colpo di coda dell’inverno e le valanghe tornano a spaventare. “Una profonda depressione di origine atlantica ha determinato un improvviso ritorno dell’inverno con temperature in calo, neve localmente anche a quote molto basse (300 metri in alto Piemonte) e apporti nevosi abbondanti sull’intero arco alpino”. I “considerevoli accumuli di neve fresca, ancora in fase di consolidamento, risultano molto instabili”. L’allerta è del Servizio Meteomont Carabinieri (monitora i dati meteo-nivologici per capire la dinamica della trasformazione del manto nevoso e prevedere il grado di pericolo valanghe), invitando chi va in montagna alla “massima prudenza”.
Attualmente il grado di pericolo valanghe è “Forte 4” in diversi settori occidentali e rimane “Marcato 3” sui restanti rilievi alpini tranne in Liguria dove il grado di pericolo è “Moderato 2“. Il rischio valanghe è principalmente determinato dai lastroni da vento e dalla neve fresca. “In queste condizioni sono da aspettarsi valanghe spontanee di dimensioni grandi o molto grandi che possono staccarsi anche con debole sovraccarico. La formazione di cornici costituisce un ulteriore fattore di pericolo, e il rialzo termico pomeridiano può infatti favorirne il distacco spontaneo”, informano i Carabinieri del Meteomont.
Sulla dorsale Appenninica, le criticità più significative interessano i massicci dell’Italia centrale dove il grado di pericolo, alle quote più elevate, è “Moderato 2” per l’instabilità legata alla presenza di neve bagnata e accumuli da vento. Nelle prossime ore, poi, l’ingresso di aria più fredda dai Balcani determinerà una generalizzata flessione termica con possibili nuove nevicate sugli Appennini, anche a bassa quota (700 metri). Le cumulate più significative si prevedono sui rilievi abruzzesi e molisani con possibile temporaneo aumento del grado di pericolo valanghe.
Intanto, domenica scorsa, 15 marzo, si sono contate tre valanghe con travolti (due sulle Alpi Orobiche e una sulla Maiella) con tre persone ferite. Ieri, invece, una valanga sul massiccio del Tonale ha travolto due sciatori di cui uno, ricoverato in gravissime condizioni, è poi deceduto.
Stando così le cose, e viste le previsioni, i Carabinieri del Meteomont consigliano, “nei casi di maggior rischio con grado di pericolo ‘Forte 40’, di rinunciare all’escursione fuori dai comprensori controllati “. Nelle situazioni più sicure, “con manto nevoso sufficientemente consolidato”, si raccomanda quindi di evitare “i pendii più ripidi, scegliere con attenzione gli orari per le attività in quota e gli itinerari, portare sempre al seguito il kit di autosoccorso (artva, pala, sonda) e consultare attentamente il bollettino di previsione neve e valanghe del settore montano di interesse”, disponibile e scaricabile dal sito Meteomont.
Mattia Cecchini


