Mentre Israele continua ad ammazzare migliaia di civili in Libano e i capi del regime in Iran, il presidente degli Stati Uniti già pensa alla prossima guerra, al prossimo nemico da massacrare, come ama dire. In mezzo ci siamo noi, Italia e paesi europei, costretti a rincorrere la ‘trumpata’ quotidiana, cercando di mettere una pezza qui e lì per non pagare comunque anche noi un conto salato. Un conto che stiamo già pagando con gli aumenti che già si registrano e pesano sulle tasche di tutti noi comuni mortali. Fino a poche ore fa Trump scaricato da tutti i paesi Nato, Germania in testa, che non vogliono farsi coinvolgere in una guerra scatenata per interessi propri degli americani e degli israeliani, tuonava contro tutti noi accusandoci di essere dei vigliacchi e dei menefreghisti. Proprio lui che, mentre i figli del popolo americano andavano a combattere in Vietnam, e in 53mila lì sono morti, si faceva raccomandare da paparino e per un mal di piedi riusciva a farsi esonerare e schivare l’arruolamento. Adesso minaccia di farcela pagare cara, come un qualsiasi mafioso nei confronti di chi non vuol pagare il pizzo. Ma quanto sta facendo Trump e il suo amico Netanyahu sono appunto azioni alla ‘Cosa nostra’, che niente hanno a che fare con la libertà o qualsiasi forma di democrazia seppur moderata. Sono interessi legati alle loro logiche di potere, per mantenersi saldi la poltrona, come Netanyahu che senza una guerra al giorno già sarebbe stato processato per i suoi misfatti e assicurato alle patrie galere; o gli amici petrolieri di Trump che dopo il Venezuela già hanno l’acquolina in bocca pensando a quello iraniano. Come per la Guerra del Golfo, giustificata con una provetta piena di talco spacciata per arma chimica di massa, anche adesso si cerca di spacciare la nuova menzogna per fatti veri. Se l’Iran fosse il super cattivo descritto da Trump, dotato di arsenali potentissimi e capaci di distruggere qualsiasi cosa, possibile che dopo essere stato colpito duramente non abbia messo in campo questa sua capacità di attacco massiccio? Qualche dubbio è lecito, proprio perché in passato abbiamo visto che cosa accade a seguire le menzogne del potente di turno senza metterle in discussione. Guerre che dovevano durare pochi giorni e che alla fine sono durate decenni, alla fine decimando solo i poveri cristi del popolo. Ora la menzogna di Trump e del suo staff di governo vacilla, si aprono crepe. Il capo dell’antiterrorismo americano ha sbattuto la porta e se n’è andato. Non ce la faceva più a giustificare le bugie di Trump e dei suoi uomini. Joe Kent, direttore del National Counterterrorism Center, tra le principali agenzie americane per la lotta al terrorismo, ha spiegato di non poter “in coscienza” sostenere la guerra dell’amministrazione di Trump. Kent ha messo nero su bianco sui social che l’Iran “non rappresentava alcuna minaccia imminente per la nostra nazione, ed è chiaro che abbiamo iniziato questa guerra a causa delle pressioni di Israele e della sua potente lobby americana”. Questo è quanto accade nell’America di oggi. Ma mentre qui da noi si cerca di capire, Trump già pensa ad altro, già devia il discorso e sposta l’attenzione. Stavolta ha puntato Cuba e non ha nascosto la volontà di metterci mano, “di fare ciò che vuole” di quel paese ha detto senza un minimo di imbarazzo ai giornalisti. Cuba in questi ultimi anni è in grande difficoltà, senza gli aiuti che arrivavano da Russia, Venezuela e altri paesi amici oggi il popolo vive per molte ore al giorno senza elettricità, senza servizi pubblici essenziali. E Trump già pensa di sfruttare questo malcontento e di trasformarlo in rivolta. E magari vorrà pure dare una mano ai rivoltosi con qualche missile ben indirizzato. Possiamo pure pensare che Trump sia affetto da una qualche patologia psichica, ma il problema è che attorno a Trump si muove comunque una precisa strategia politica. Si punta a svuotare il sistema democratico, a rendere evidenti i problemi che sorgono quando bisogna rispettare i diritti e le regole di tutti e non solo di qualcuno, e così spingere alla semplificazione, a rendere il processo decisionale più diretto e personale. L’uomo forte che decide per tutti con l’aiuto di un dio fatto a propria misura e consumo. Nubi nere all’orizzonte ma noi rimaniamo comunque positivi, ottimisti. Anche nel passato ci sono stati momenti tragici, che sembravano senza fine. Ma sono comunque terminati e da quel momento l’umanità vera e semplice ha avuto la forza di fare passi in avanti, di svoltare mettendosi alle spalle le violenze patite. In questo noi crediamo e speriamo.
Nico Perrone



