L’Iran prova a rientrare nei Mondiali dalla porta secondaria. Non è ancora fuori, anche se nel frattempo uno dei tre paesi ospitanti – gli Stati Uniti – lo stanno bombardando. E allora la Federazione calcistica iraniana ha chiesto alla Fifa di spostare le sue partite in Messico. Il presidente della federazione, Mehdi Taj, ha sottolineato che il presidente statunitense Donald Trump “ha chiaramente affermato di non poter garantire la sicurezza della nazionale iraniana” e che, pertanto, la squadra “non si recherà negli Stati Uniti”. La Fifa ha detto che no, non si può. Ormai i biglietti sono venduti.
“Stiamo negoziando con la Fifa affinché le partite dell’Iran ai Mondiali si giochino in Messico”, ha dichiarato l’ambasciata iraniana in Messico in un messaggio pubblicato sui suoi account social.
La Fifa invece, scrive il Times, non prenderà in considerazione la richiesta. I biglietti per le sedi sono già stati venduti e ciò influirebbe sulle altre squadre partecipanti.
L’Iran dovrebbe affrontare Nuova Zelanda e Belgio a Los Angeles il 15 e il 21 giugno rispettivamente, e l’Egitto a Seattle il 26 giugno. Se loro e gli Stati Uniti dovessero entrambi classificarsi secondi nei rispettivi gironi, si incontrerebbero in un match a eliminazione diretta degli ultimi 32 a Dallas il 3 luglio.
Marco Melli



