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Macron manda la portaerei: il piano francese per Hormuz

Gazzettino Italiano Patagónico by Gazzettino Italiano Patagónico
11 de marzo de 2026
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Macron manda la portaerei: il piano francese per Hormuz
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Il presidente francese Emmanuel Macron ha annunciato che la Francia sta lavorando insieme a partner europei ed extraeuropei alla preparazione di una futura missione nel Golfo Persico con l’obiettivo di favorire la riapertura dello stretto di Hormuz e garantire il transito delle navi commerciali una volta conclusa la fase più intensa del conflitto in Medio Oriente. L’iniziativa, descritta come di carattere difensivo e di supporto, avrebbe lo scopo di scortare petroliere e portacontainer per consentire la ripresa dei flussi energetici e commerciali nella regione. “Stiamo attualmente predisponendo una missione puramente difensiva e di supporto” le parole del capo dell’Eliseo durante una conferenza stampa a Cipro, alla quale hanno partecipato anche il presidente cipriota Nikos Christodoulidis e il primo ministro greco Kyriakos Mitsotakis: “Questa missione, che deve essere preparata con Stati europei ed extraeuropei, ha lo scopo di consentire, il prima possibile dopo la fase più intensa del conflitto, la scorta di navi portacontainer e petroliere per riaprire gradualmente lo Stretto di Hormuz, essenziale per il commercio internazionale, ma anche per il flusso di gas e petrolio che deve poter uscire nuovamente da questa regione”. Secondo quanto emerge anche dalla stampa francese e internazionale, l’ipotesi allo studio dell’Eliseo non riguarderebbe un’operazione militare offensiva, ma una missione di sicurezza marittima centrata sulla protezione del traffico commerciale. L’obiettivo principale sarebbe quello di accompagnare e proteggere le navi mercantili — in particolare petroliere e portacontainer — durante l’attraversamento dello stretto di Hormuz, una volta terminata la fase più intensa delle ostilità nella regione. Il modello operativo sarebbe simile a quello di altre missioni navali internazionali già attive in aree considerate a rischio: unità militari scorterebbero i convogli commerciali lungo rotte prestabilite con l’obiettivo di prevenire attacchi e garantire la sicurezza della navigazione. In questo quadro, la missione avrebbe quindi un carattere prevalentemente deterrente e difensivo, pensato per ristabilire gradualmente il traffico nello stretto senza entrare direttamente nel conflitto regionale. Il piano francese si inserisce inoltre in un più ampio dispositivo navale che Parigi sta rafforzando tra Mediterraneo orientale, Mar Rosso e Golfo Persico. Parallelamente, la Francia ha aumentato la propria presenza militare nella regione. La portaerei a propulsione nucleare Charles de Gaulle è stata dispiegata insieme a una squadra composta da dieci navi da guerra. Macron ha spiegato dal ponte dell’unità ammiraglia che il dispositivo navale è pensato per essere pronto, quando le condizioni lo consentiranno, a intervenire per accompagnare le navi commerciali attraverso lo stretto di Hormuz. Secondo quanto indicato dal presidente francese, il dispiegamento militare risponde a tre obiettivi principali: garantire la sicurezza dei cittadini francesi presenti nell’area e, se necessario, organizzare la loro evacuazione; rispettare gli accordi di difesa stipulati con diversi Paesi partner della regione — tra cui Cipro, Giordania, Libano, Iraq, Qatar, Emirati Arabi Uniti, Kuwait e Arabia Saudita — e contribuire alla tutela della libertà di navigazione nel Mar Rosso e nello stesso stretto di Hormuz, attualmente chiuso al traffico. Nel quadro delle iniziative europee nella regione, il presidente francese ha confermato anche il contributo di Parigi all’operazione Aspides dell’Unione Europea nel Mar Rosso, avviata nel 2024. La Francia, ha precisato, metterà a disposizione “nel lungo periodo” due fregate. Nel complesso, la presenza navale francese tra il Mediterraneo orientale, il Mar Rosso e l’area dello stretto di Hormuz includerà otto fregate, due portaelicotteri anfibi e la portaerei Charles de Gaulle, attualmente al largo di Creta. Durante la visita a Cipro, Macron ha infine commentato i recenti sviluppi della sicurezza nell’isola, sottolineando la dimensione europea della questione. “Quando Cipro viene attaccata è l’Europa ad essere attaccata”. Il presidente francese ha aggiunto che “La difesa di Cipro è ovviamente una questione chiave per il vostro paese, per i vostri vicini, partner e amici, la Grecia, ma anche la Francia e con essa l’Unione europea”.

Franco Lodige

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