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Arriva lo spray contro il dolore oncologico, Cuomo: “Non c’è solo nel fine vita”

Gazzettino Italiano Patagónico by Gazzettino Italiano Patagónico
26 de febrero de 2026
in Salud
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Arriva lo spray contro il dolore oncologico, Cuomo: “Non c’è solo nel fine vita”
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Quasi un paziente oncologico su due (44%) convive con il dolore, una condizione che può manifestarsi in tutte le fasi della malattia e persistere anche dopo la guarigione, incidendo in modo significativo sulla qualità di vita, sull’aderenza alle terapie antitumorali e, quindi, sulla stessa sopravvivenza. Accanto al dolore cronico, circa il 70% dei pazienti è colpito dal cosiddetto Dolore Episodico Intenso (Breakthrough Cancer Pain, BTcP): crisi improvvise di dolore, di breve durata, ma molto intense, che si sovrappongono al dolore di base anche quando questo è ben controllato, e che richiedono interventi tempestivi e mirati. Per questi pazienti il Fentanyl, grazie all’elevata potenza analgesica, alla rapidità d’azione e alla breve durata d’effetto, rappresenta una molecola insostituibile, con efficacia e sicurezza documentate da oltre sessant’anni di pratica clinica. Oggi, anche in Italia, la sua somministrazione può contare su un ulteriore livello di protezione: un sistema elettronico di sicurezza integrato nel dispositivo spray nasale, dotato di un contadosi digitale e di un meccanismo di blocco tra una somministrazione e l’altra che minimizzano il rischio di sovradosaggio accidentale, abuso o uso improprio.

L’innovazione, si legge in un comunicato stampa, è stata presentata oggi a Milano durante l’evento “Gestione del dolore oncologico e oppiacei: tecnologia e innovazione per la sicurezza dei pazienti”, promosso da Istituto Gentili. Gli esperti hanno ribadito un messaggio chiaro: proteggere il valore terapeutico del Fentanyl e garantire l’accesso alla terapia quando è clinicamente indicata significa assicurare qualità di vita, continuità delle cure oncologiche e diritto a non soffrire.Il dolore è un’esperienza che accompagna tutte le fasi della malattia oncologica, direttamente legata al tumore (70% dei casi) o ai trattamenti ricevuti (20%). Può compromettere l’aderenza alle cure, incidere sugli esiti terapeutici e generare stress emotivo, isolamento, depressione, modificando profondamente la quotidianità e le relazioni familiari e sociali. Le crisi di dolore sono spesso imprevedibili, e possono essere scatenate da un movimento, un colpo di tosse o da procedure mediche come il cambio di una medicazione: episodi brevi, ma intensissimi, che irrompono nella vita del paziente e ne minano equilibrio e serenità. “Sfatiamo il mito che il dolore riguardi solo il fine vita: il 40% dei tumori viene diagnosticato proprio perché esordisce con il dolore, che continua a manifestarsi anche nel 30% dei lungo-sopravviventi”, afferma Arturo Cuomo, Direttore S.C. Anestesia, Rianimazione e Terapia Antalgica, Istituto Nazionale Tumori – IRCCS Fondazione Pascale di Napoli. “Il dolore episodico intenso impatta sulla qualità di vita al pari, se non più, del dolore continuo e richiede un approccio dedicato. È centrale il concetto di cure simultanee: trattare i sintomi mentre si cura il tumore, come indicato nel Piano Oncologico Nazionale. Una presa in carico precoce e appropriata significa ridurre la sofferenza, migliorare l’aderenza alle cure oncologiche e contribuire alla sopravvivenza”.

Il Fentanyl appartiene ai cosiddetti ‘oppioidi forti’ del ‘terzo gradino’ della scala analgesica OMS ed è raccomandato dalle linee guida nazionali e internazionali come prima opzione nel trattamento del dolore da cancro moderato-severo. Le linee guida AIOM ne indicano l’utilizzo per via transmucosale nel controllo del Breakthrough Cancer Pain. “Gli oppiacei sono farmaci di prima linea nel trattamento del dolore oncologico per la loro elevata efficacia analgesica: agiscono sui recettori mu oppioidi inibendo la trasmissione degli stimoli dolorosi”, spiega Diego Fornasari, Professore ordinario di Farmacologia all’Università di Milano e Presidente AISD (Associazione Italiana per lo Studio del Dolore). “Il Fentanyl ha una potenza analgesica circa 100 volte superiore alla morfina ed è efficace e sicuro nelle diverse tipologie di dolore associate al cancro. Grazie alla sua liposolubilità, che gli permette di attraversare facilmente le membrane cellulari, può essere somministrato per via transdermica o transmucosale, inclusa quella nasale, particolarmente indicata nel Dolore Episodico Intenso. L’innovazione dei dispositivi consente oggi di rafforzare ulteriormente i livelli di sicurezza”.

“Il Dolore Episodico Intenso, anche se di breve durata, può risultare devastante”, sottolinea Vittorio Guardamagna, Direttore della Divisione Cure Palliative e Terapia del Dolore dello IEO. “La peculiarità dello spray nasale è che consente al Fentanyl di entrare rapidamente in circolo, con una velocità d’azione paragonabile alla somministrazione endovenosa, ed è indicato anche nei pazienti con difficoltà di deglutizione. Ulteriore vantaggio è che viene metabolizzato rapidamente e tende a non accumularsi in circolo. Oggi alla rapidità possiamo associare un ulteriore livello di sicurezza grazie al nuovo dispositivo, che impedisce al paziente erogazioni ravvicinate e riduce il rischio di usi impropri fuori dall’ambito medico. È un esempio concreto di come la tecnologia possa supportare la pratica clinica e la sicurezza del paziente”. In un contesto in cui il dibattito sugli oppiacei è spesso segnato da timori e semplificazioni, gli esperti, si legge ancora nella nota stampa, hanno ribadito la necessità di distinguere tra uso terapeutico e abuso, per rafforzare la fiducia nel loro impiego in ambito clinico, dove prescrizione e controlli avvengono secondo criteri rigorosi.

“Nel paziente oncologico l’obiettivo è alleviare una sofferenza reale e invalidante”, dichiara Franco Marinangeli, Professore ordinario di Anestesia e Rianimazione all’Università dell’Aquila. “La Legge 38 ha sancito il diritto alla cura del dolore: non utilizzare farmaci efficaci quando indicati non è etico. Gli oppiacei restano uno strumento terapeutico fondamentale. La sfida è coniugare efficacia e sicurezza attraverso un uso appropriato e personalizzato sulle caratteristiche cliniche del paziente e sulla tipologia di dolore. È prioritario investire nella formazione dei medici e nell’organizzazione delle reti della terapia del dolore e delle cure palliative. L’innovazione tecnologica rappresenta un ulteriore strumento per rafforzare appropriatezza, sicurezza e fiducia”. “Con questa tecnologia innovativa rafforziamo il nostro impegno a mettere a disposizione di medici e pazienti soluzioni terapeutiche di qualità, efficaci e sicure”, afferma Matteo Bonfatti, Direttore Generale di Istituto Gentili. “Il dolore è un’esperienza che coinvolge la persona nella sua interezza: accompagnare i pazienti lungo tutto il percorso di cura, con un approccio integrato, significa contribuire in modo concreto a migliorare la loro qualità della vita”.

A.P.

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