Secondo un’inchiesta della BBC, per la prima volta soldati russi in prima linea raccontano pubblicamente un collasso totale di disciplina e legalità all’interno dell’esercito impegnato in Ucraina. Quattro militari, oggi in fuga e intervistati in una località segreta fuori dalla Russia, descrivono esecuzioni sommarie ordinate dai comandanti, torture sistematiche e l’uso deliberato di assalti definiti dagli stessi soldati “tempeste di carne”. Due di loro riferiscono di aver visto commilitoni uccisi sul posto per essersi rifiutati di obbedire agli ordini. Uno racconta di un’esecuzione ordinata da un comandante poi insignito nel 2024 del titolo di “Eroe della Russia”: “Lo vedo: solo due metri, tre metri… clic, clack, bang”. Un altro soldato, appartenente a un’unità diversa, parla di quattro uomini giustiziati davanti a lui: “Li conoscevo. Ricordo che uno di loro urlava: ‘Non sparate, farò qualsiasi cosa!’”. Nel documentario The Zero Line: Inside Russia’s War, la BBC raccoglie testimonianze dettagliate su punizioni brutali inflitte a chi si rifiutava di partecipare ad attacchi considerati missioni suicide. Le “tempeste di carne” prevedono l’invio di ondate successive di soldati, spesso male armati o disarmati, per logorare le difese ucraine. Il termine “azzerare”, spiegano i militari, è usato come sinonimo di esecuzione. Ilya, uno dei testimoni, racconta di aver avuto il compito di identificare e contare i morti: è l’unico sopravvissuto di un gruppo di 79 uomini mobilitati con lui. Dopo essersi rifiutato di andare in prima linea, dice di essere stato torturato e umiliato. Altri, afferma, sono stati folgorati, lasciati senza cibo e poi mandati in assalto senza armi. Un’altra testimonianza è quella di Dima, ex civile moscovita arruolato nel 2022. Racconta di aver visto esecuzioni ordinate dal suo comandante: “Lo vedo: solo due metri, tre metri. Solo omicidi, solo clic, clack, bang. Non è un dramma, non è un film, è la vita reale”. Quel comandante, Alexei Ksenofontov, è stato premiato come “Eroe della Russia”, ma secondo la BBC è stato denunciato dalle famiglie dei soldati morti nella sua unità. In una lettera inviata a gennaio 2025 a Putin, si legge: “Hanno difeso la nostra Patria con onore e orgoglio! Ma in realtà si sono ritrovati nella banda di questi comandanti, che hanno ricevuto onorificenze per decine di migliaia di morti e dispersi!” “E continuano a sterminare i nostri uomini! Sentendo la loro impunità!” Dima parla anche di 20 corpi gettati in una fossa, uomini – per lo più ex detenuti – uccisi a colpi d’arma da fuoco: “Ci hanno portato venti ragazzi. Hanno semplicemente preso le loro carte di credito e li hanno uccisi”. “Non è un problema liquidare qualcuno. Basta fare un rapporto.” Il quadro è rafforzato dal racconto di un ex alto ufficiale di stato maggiore, con 17 anni di servizio, che afferma di aver parlato con un uomo coinvolto in una “squadra di liquidazione” incaricata di eliminare sopravvissuti, inclusi ufficiali di alto grado: “Non ho mai visto niente di simile in tutti i miei anni di servizio.” Secondo il Ministero della Difesa britannico, citato dalla BBC, nel 2025 in Ucraina sarebbero stati uccisi o feriti ogni giorno tra i 900 e i 1.500 soldati russi. Le “tempeste di carne”, spiegano i testimoni, seguono una logica aritmetica brutale: “Mandi tre ragazzi, poi altri tre. Se non funziona, mandane 10. Se non funziona con 10, mandane 50”. “Abbiamo avuto 200 morti in tre giorni. Durante la prima tempesta di carne del nostro reggimento ci hanno distrutto”. Chi rifiuta spesso viene torturato o umiliato. Ilya racconta: “Mi hanno legato a un albero, mi hanno colpito un paio di volte con un manganello e mi hanno puntato una pistola alla testa”. “Il comandante ha detto a tutti: ‘Abbiamo un nuovo bagno’. Sono rimasto legato per mezza giornata.” Dima descrive 72 giorni di elettroshock in una prigione improvvisata dopo essersi rifiutato di mandare altri uomini in assalto: “Solo torture, ogni giorno con la faccia impassibile. Nessuna emozione, è una follia”. Mosca respinge le accuse. Il governo russo sostiene che le forze armate operano “con la massima moderazione” e che “le informazioni riguardanti presunte violazioni e crimini vengono debitamente indagate”, aggiungendo di non poter verificare in modo indipendente le testimonianze.
Paolo Casale


