La sua storia è diventata virale, scatenando un’ondata di commozione sui social e non solo forse mai visti prima. Il piccolo macaco Punch ha conquistato tutti con la sua storia: ha 6 mesi e vive nello zoo di Ichikawa, nella prefettura di Chiba in Giappone, dove è stato trasferito dopo essere stato abbandonato dalla madre alla nascita. In mezzo ai suoi simili, però, Punch trova un’altra difficoltà: viene inizialmente rifiutato ad ogni tentativo di avvicinamento. Per dargli conforto, il personale del parco lo ha assistito donandogli il peluche di un orango che è diventato il centro di tutto per Punch. Lo stringe a sé e lo trascina ovunque vada, facendolo diventare la sua ‘mamma’. È così che questi gesti vengono ripresi dalle telecamere e fanno il giro dei social: difficile dare un numero ai post che condividono la storia del macaco. Foto, video, illustrazioni, account dedicati, un hashtag (#HangInTherePunch, cioè resisti Punch) e persino un racconto per bambini ispirato a lui.
LO ZOO: «INASPETTATA PARTECIPAZIONE, QUALCOSA CHE NON AVEVAMO MAI SPERIMENTATO PRIMA»
Allo zoo, nel frattempo, una folla altrettanto numerosa è andata – e continua andare- in visita da Punch. Attraverso il suo profilo X ufficiale, la struttura ha pubblicato l’immagine della coda all’ingresso della zona dove si trova Punch. «Vorremmo esprimere la nostra sincera gratitudine a tutti coloro che ci hanno fatto visita oggi- ha scritto qualche giorno fa lo zoo di Ichikawa-. Tutto il personale è rimasto sorpreso dall’inaspettata partecipazione, qualcosa che non aveva mai sperimentato prima. Ci dispiace molto che ci sia voluto così tanto tempo per passare il cancello». Lo zoo ha, poi, specificato che quanto visto nei video girati ieri in cui Punch viene preso di mira da altre scimmie non ci sono stati episodi di aggressività, ma solo comportamenti naturali nel processo di integrazione. In altri momenti, infatti, Punch viene ripreso mentre socializza con gli altri esemplari.
Giusy Mercadante


