Un’imponente mobilitazione di risorse economiche e militari, con la partecipazione di almeno 50 paesi. Questo lo scenario delineatosi ieri, giovedì 19 febbraio, all’inaugurazione a Washington del «Board of peace» per Gaza da parte del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump. Sono 7 i miliardi promessi da Kazakistan, Azerbaigian, Emirati Arabi Uniti, Marocco, Bahrein, Qatar, Arabia Saudita, Uzbekistan e Kuwait, oltre ai 10 miliardi degli Usa, mentre altri 2 miliardi arriveranno dalle Nazioni Unite, secondo le quali però ne servirebbero almeno 70 per una reale ricostruzione della Striscia.
Lo schieramento di forze militari
Cinque Paesi hanno offerto soldati o agenti, come Marocco, Kazakistan, Kosovo, Albania e l’Indonesia, che metterà a disposizione fino a 8.000 uomini. La forza, stando a quanto annunciato, inizierà ad operare nella città di Rafah, controllata da Israele, e addestrerà un nuovo corpo di polizia con l’obiettivo di preparare 12.000 poliziotti e schierare 20.000 militari. Stando alle rivelazioni del «Guardian», gli Usa pianificano anche «la costruzione di una base militare» per 5.000 unità nel sud di Gaza, estesa su una superficie di oltre 1,4 chilometri quadrati. Tra i nodi da sciogliere la smilitarizzazione di Hamas, pena, ha avvertito il capo della Casa Bianca, «punizioni durissime».
La reazione di Hamas
Netta la posizione del gruppo islamico palestinese espressa in una nota nella notte, dopo quanto illustrato nella prima riunione per il varo del «Board of peace»: «Le discussioni sul futuro di Gaza devono iniziare con la cessazione totale dell’aggressione israeliana – ha affermato Hamas-, oltre alla la revoca del blocco e alla garanzia dei legittimi diritti nazionali del nostro popolo, in primo luogo il diritto alla libertà e all’autodeterminazione».
Il ruolo dell’Onu
Il Consiglio di pace, ha sottolineato Trump, «avrà quasi il compito di sorvegliare le Nazioni Unite e di assicurarsi che funzionino correttamente». Un ribaltamento di posizioni questo, che impensierisce l’Unione europa, per i timori che il nuovo organismo si sostituisca all’Onu, nonostante sia stato proprio il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite ad autorizzarlo. «Penso che le Nazioni Unite abbiano un grande potenziale – ha affermato il Capo della Casa Bianca-. Le rafforzeremo, ci assicureremo che le loro strutture siano efficienti, se hanno bisogno di aiuto, dal punto di vista finanziario, possiamo aiutarli».
Le defezioni al «Board of peace»Non ha celato il suo malumore, Trump, per la mancata partecipazione di alcuni paesi al Consiglio di pace, che egli ha definito un organismo «senza pari in termini di potere e prestigio». «Quasi tutti hanno accettato» l’invito, «e quelli che non l’hanno fatto, lo faranno», ha aggiunto. A sfilarsi dall’avallo al piano per i dubbi sollevati sulla trasparenza e la reale efficacia del piano, almeno 14 Stati europei e d’Oltreoceano, fra cui Canada, Francia, Regno Unito, Germania, Spagna e Italia, che ha per ora partecipato come


