A volte i tesori più preziosi non si trovano in fondo agli oceani, ma appena sotto i nostri piedi. È quello che è successo a Tønsberg, la città più antica della Norvegia, dove gli archeologi dell’Istituto Norvegese per la Ricerca sul Patrimonio Culturale (NIKU) hanno fatto una scoperta eccezionale: un anello d’oro medievale quasi intatto, rimasto sepolto per oltre 700 anni. L’anello è stato ritrovato a soli 7 centimetri di profondità dall’archeologa Linda Åsheim. Grazie alla stratigrafia del terreno e al ritrovamento di un ramoscello di abete nello strato immediatamente superiore, gli scienziati sono riusciti a datare il reperto con precisione. Le analisi al radiocarbonio collocano il gioiello in un arco temporale compreso tra il 1167 e il 1269. L’anello unisce stili diversi: le decorazioni a spirale ricordano l’arte scandinava dei secoli precedenti, ma la tecnica della granulazione riflette influenze bizantine. Al centro si trova incastona una gemma di un blu profondo. Secondo gli esperti, probabilmente non si tratta di uno zaffiro, ma di vetro colorato. Nel Medioevo si credeva che le pietre blu possedessero poteri magici e terapeutici: erano considerate capaci di preservare la castità, «raffreddare» i bollori del corpo e offrire protezione contro le malattie. A Chi apparteneva? Gli archeologi ritengono, date le piccole dimensioni, che appartenesse a una donna. Ma non una donna qualunque: il materiale e la complessità del lavoro orafo indicano un’appartenenza all’alta aristocrazia o alla famiglia reale. Tønsberg, nel XIII secolo, era un centro politico nevralgico, sede della fortezza reale di Tunsberghus. «È una scoperta importante», ha dichiarato l’archeologa Linda Åsheim, che ha materialmente estratto l’anello dal terreno. «Trovare oro medievale in Norvegia è un evento raro: su circa 220 anelli d’oro registrati nel database nazionale, solo una sessantina risalgono a questo periodo».
Paola Panigas


