Gli U2 sono tornati. La band ha pubblicato a sorpresa l’EP “U2-Days of Ash”, un progetto comprensivo di cinque nuove canzoni e una poesia. Arte in risposta agli eventi attuali globali e alle tensioni internazionali sempre crescenti. Bono Vox, The Edge, Adam Clayton e Larry Mullen Jr. lanciano sei canzoni fortemente politiche che prendono spunto da storie contemporanee e vicende di cronaca. Dall’uccisione di Renée Good a Minneapolis alle proteste in Iran, passando per il conflitto israelo-palestinese e la guerra in Ucraina. Questi i titoli dei pezzi che non sono un semplice assaggio dell’album degli U2 che uscirà quest’anno: ‘American Obituary’, ‘The Tears Of Things’, ‘Song Of The Future’, ‘Wildpeace’, ‘One Life At A Time’ e ‘Yours Eternally’ (in collaborazione con Ed Sheeran & Taras Topolia). Quattro dei cinque brani parlano di persone – una madre, un padre, una ragazza adolescente – le cui vite sono state brutalmente stroncate. Un soldato che preferirebbe cantare, ma è pronto a morire per la libertà del suo Paese. “È stato emozionante ritrovarci tutti e quattro insieme in studio nell’ultimo anno. Le canzoni di Days of Ash sono molto diverse per atmosfera e tema da quelle che inseriremo nel nostro album più avanti nel corso dell’anno- spiega Bono-. Questi brani dell’EP non potevano aspettare; queste canzoni erano impazienti di essere diffuse al mondo. Sono canzoni di sfida e sgomento, di lamento. Seguiranno canzoni di festa, ci stiamo lavorando adesso… perché nonostante tutte le cose terribili che vediamo normalizzate ogni giorno sui nostri piccoli schermi, non c’è nulla di normale in questi tempi folli e esasperanti e dobbiamo opporci prima di poter tornare ad avere fiducia nel futuro. E l’uno nell’altro”. “Crediamo in un mondo in cui i confini non vengono cancellati con la forza. In cui la cultura, la lingua e la memoria non vengono messe a tacere dalla paura. In cui la dignità di un popolo non è negoziabile. Questa convinzione non è temporanea. Non è una moda politica. È il terreno su cui poggiamo i piedi”, ribadisce The Edge.
“American Obituary” racconta lo scioccante evento a cui il mondo ha assistito a Minneapolis, Minnesota, il 7 gennaio 2026, quando Renée Nicole Macklin Good, una madre ispirata ad alti ideali di tre figli, è stata uccisa a distanza ravvicinata mentre esercitava il suo diritto di protestare pacificamente, un diritto protetto dal Primo Emendamento della Costituzione degli Stati Uniti. Questa madre disarmata è stata poi descritta come una “terrorista interna” da un governo che non intende ritirare tale definizione, pur sapendo che non è vera. Né intende avviare un’indagine adeguata su quanto accaduto, nell’interesse di tutte le persone coinvolte.
Il titolo “The Tears Of Things” è tratto da un libro del frate francescano Richard Rohr, che attraverso gli scritti dei profeti ebrei esamina come sia possibile vivere con compassione in un’epoca di violenza e disperazione. La canzone immagina una conversazione tra il David di Michelangelo e il suo creatore… in cui il giovane con la fionda e cinque pietre levigate rifiuta l’idea di dover diventare Golia per sconfiggerlo… e si scopre anche che ha le pupille a forma di cuore mezzo millennio prima dell’emoji a forma di cuore, cosa che ancora oggi lascia perplessi i visitatori della Galleria dell’Accademia di Firenze, in Italia.
La protagonista del testo di “Song of the Future” è Sarina. Rende omaggio alla vita della sedicenne Sarina Esmailzadeh, una delle migliaia di studentesse iraniane che nel 2022 sono scese in piazza nell’ambito del movimento “Woman, Life, Freedom”. Queste proteste sono state scatenate dalla morte di Jina Mahsa Amini, una giovane donna curdo-iraniana deceduta a Teheran il 16 settembre dello stesso anno a causa delle ferite riportate in seguito al suo arresto da parte della cosiddetta “polizia morale” per non aver indossato l’hijab secondo gli standard governativi. Sette giorni dopo, Sarina è stata picchiata dalle forze di sicurezza iraniane ed è morta a causa delle ferite riportate, mentre il regime ha affermato che si è suicidata. La canzone mira a catturare lo spirito libero di Sarina, la promessa e la speranza della sua breve vita.
L’EP “Days of Ash” include una lettura di “Wildpeace” – una poesia dell’autore e poeta israeliano Yehuda Amichai – da parte dell’artista nigeriana Adeola delle Les Amazones d’Afrique, con musica degli U2 e di Jacknife Lee.
“One Life At A Time” è stata scritta per Awdah Hathaleen, padre palestinese di tre figli. Attivista non violento e insegnante di inglese, Awdah è stato ucciso nel suo villaggio in Cisgiordania dal colono israeliano Yinon Levi il 28 luglio 2025. Awdah era consulente del documentario vincitore dell’Oscar “No Other Land”, realizzato da palestinesi e israeliani. Al suo funerale, uno dei registi, Basel Adra, ha parlato del massacro del suo amico e dell’esperienza dei palestinesi che vengono cancellati “una vita alla volta”. Gli U2 hanno ripreso questa frase e l’hanno ribaltata per suggerire che una soluzione pacifica sarà raggiunta “una vita alla volta”.
In “Yours Eternally” Bono e The Edge sono affiancati alla voce dal musicista ucraino diventato soldato Taras Topolia e da Ed Sheeran. Nella primavera del 2022, dopo l’invasione russa dell’Ucraina, Bono e The Edge si sono recati a Kiev per suonare in una stazione della metropolitana su invito del presidente Zelensky. Un paio di giorni prima, Ed aveva messo in contatto Taras Topolia e la sua band Antytila, con Bono. Bono, Taras e The Edge si sono incontrati per la prima volta su quella banchina della metropolitana. Da allora sono diventati amici. Taras è l’ispirazione dietro “Yours Eternally”, una canzone scritta sotto forma di lettera di un soldato in servizio attivo con uno spirito audace e vivace che ben si adatta all’Ucraina.
“Yours Eternally” sarà accompagnato anche da un breve documentario di 4 minuti e mezzo diretto dal cineasta e regista ucraino Ilya Mikhaylus, che uscirà martedì 24 febbraio, nel quarto anniversario dell’invasione russa dell’Ucraina. Girato nel dicembre 2025 mentre Mikhaylus e la sua troupe erano al seguito del Corpo d’Armata Khartiya formato da 40.000 uomini, il filmato cattura la straordinaria vita quotidiana di Alina e dei suoi commilitoni che combattono in prima linea nella guerra.
UNA RIVISTA DIGITALE: IL RITORNO DI “PROPAGANDA”
L’EP “Days of Ash” degli U2 è accompagnato dal ritorno di “Propaganda”, rivista digitale in edizione limitata e con una tiratura cartacea limitata. Quarant’anni fa, nel febbraio 1986, il primo numero di “Propaganda” arrivò nelle cassette postali dei fan degli U2 di tutto il mondo. Con l’aspirazione di eguagliare le altre riviste per fan dell’epoca, “Propaganda” nacque dalla cultura delle riviste fai-da-te dell’era punk che abbracciava atteggiamenti, idee e dialoghi. Nello spirito di quei primi numeri, questo EP a sé stante sarà accompagnato da una tiratura limitata della rivista ‘Propaganda’ intitolata “U2 – Days Of Ash: Six Postcards From The Present… Wish We Weren’t Here”. Questa pubblicazione speciale di 52 pagine accompagna l’uscita dell’EP “Days Of Ash” e include interviste esclusive con il regista del corto “Yours Eternally” Ilya Mikhaylus e il produttore cinematografico Pyotr Verzilov, oltre al musicista e soldato Taras Topolia. Include anche i testi delle canzoni, le note dei quattro membri della band e un’intervista a Bono.
Giusy Mercadante


