(Roma, 9 feb. 2026) – «Con il mio intervento in Aula sulla conversione in legge del decreto Ucraina ho voluto ribadire una posizione chiara: l’Italia deve stare senza esitazioni dalla parte dell’aggredito, del diritto internazionale e dell’Europa, non della legge del più forte», dichiara l’onorevole Fabio Porta.
«Il decreto che abbiamo discusso – prosegue – tiene insieme tre piani che per me sono inscindibili: la proroga dell’autorizzazione alla cessione di mezzi e materiali militari a carattere difensivo all’Ucraina, la tutela dei rifugiati ucraini in Italia tramite il rinnovo dei permessi di soggiorno per protezione speciale, e il rafforzamento delle garanzie per i giornalisti freelance che operano nei teatri di guerra. È un provvedimento che parla di sicurezza, di diritti e di democrazia allo stesso tempo.»
Porta sottolinea come il sostegno a Kiev non sia una scelta “militarista”, ma la risposta necessaria a una guerra di aggressione che minaccia la sicurezza europea e l’ordine internazionale: «La Russia ha riportato la guerra nel cuore dell’Europa e mira a far passare come normale ciò che normale non è: la modifica dei confini con le armi, la cancellazione della sovranità di un popolo, il ricatto energetico e militare. Aiutare l’Ucraina a difendersi significa difendere anche la nostra sicurezza e la credibilità dell’Europa.»
Al tempo stesso, il deputato del Partito Democratico richiama la dimensione umanitaria del decreto: «La proroga dei permessi di soggiorno per i cittadini ucraini fino al 4 marzo 2027 è un atto di civiltà e coerenza. Parliamo di famiglie, donne, bambini che hanno trovato in Italia un rifugio sicuro. Offrire loro stabilità e diritti non è una concessione, ma un dovere morale e giuridico, in linea con le decisioni europee e con la nostra Costituzione.»
Un passaggio centrale dell’intervento è stato anche quello dedicato alla libertà di stampa: «Le norme a tutela dei giornalisti freelance inviati in aree di conflitto – formazione sulla sicurezza e copertura assicurativa a carico degli editori, con un sostegno pubblico iniziale – rappresentano un passo avanti importante. Senza il lavoro di questi cronisti, spesso precari e poco tutelati, non avremmo immagini e testimonianze fondamentali su ciò che accade in Ucraina e negli altri scenari di crisi. Proteggere chi informa significa difendere il diritto dei cittadini alla verità.»
Porta non risparmia critiche alla linea del Governo: «Da tempo denunciamo le ambiguità della maggioranza: da un lato, in Aula, si riconosce la necessità di sostenere l’Ucraina; dall’altro, si tollerano o si alimentano posizioni filoputiniane, si strizza l’occhio a chi attacca l’Unione europea, si inseguono rapporti personali che indeboliscono il ruolo comune dell’Europa. Così si compromette la credibilità internazionale dell’Italia. Servono meno oscillazioni e più coerenza europeista.»
«Il Partito Democratico – conclude Fabio Porta – ha scelto una linea limpida: sostegno all’Ucraina, accoglienza dei rifugiati, difesa della libertà di informazione, dentro un quadro europeo e multilaterale forte. Il decreto che abbiamo sostenuto va in questa direzione. Di fronte al ritorno della guerra nel nostro continente, non possiamo permetterci zone grigie: è il momento di dire con chiarezza da che parte sta l’Italia.»



