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In difesa dell’individuo

Gazzettino Italiano Patagónico by Gazzettino Italiano Patagónico
26 de enero de 2026
in América Latina
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In difesa dell’individuo
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Le democrazie sono ciclicamente sotto l’attacco di culture collettiviste che schiacciano le libertà individuali invece di tutelarle, che sfornano norme a dismisura per controllare la vita altrui imponendo princìpi che aggradano all’apparato statale di turno, il quale, utilizzando arbitrariamente il denaro pubblico e l’autorità che gli è conferita, manipola a suo piacimento informazione, risorse e mercati. Ne deriva una economia distorta da interventi per lo più guidati da interessi ideologici (ad esempio, auto solo elettriche, fine delle caldaie a gas e fine delle rispettive filiere produttive e occupazionali, obbligo di confezioni monouso, tappi in plastica che non si staccano, etc); concorsi truccati per far avanzare chi conviene e non chi merita; bandi mirati in modo che «i bene informati» possano vincerli a discapito degli onesti; informazione distorta sui media di ogni ordine e grado per convincere l’opinione pubblica della bontà di tutto ciò, sempre fatto, ben inteso, a fin di bene! Eppure la libertà non muore, e come un fiume carsico riaffiora ed avanza sulle gambe di grandi uomini. Nel mese di maggio dell’anno 1891 Papa Pecci, Leone XIII, pubblica l’enciclica Rerum Novarum nella quale si legge: «Non è giusto che il cittadino e la famiglia siano assorbiti dallo Stato: è giusto invece che si lasci all’uno e all’altra tanta indipendenza di operare quanta se ne può, salvo il bene comune e gli altrui diritti.[…]Il governo è istituito da natura non a beneficio dei governanti, bensì dei governati [….] Società privata è quella che si forma per concludere affari privati, come quando due o tre si uniscono a scopo di commercio. Ora, sebbene queste private associazioni esistano dentro lo Stato e ne siano come tante parti, tuttavia in generale, e assolutamente parlando, non può lo Stato proibirne la formazione. Poiché il diritto di unirsi in società l’uomo l’ha di natura, e i diritti naturali lo Stato deve tutelarli, non distruggerli; [….] È necessario procedere in ciò con somma cautela per non invadere i diritti dei cittadini, e non fare il male sotto pretesto del bene pubblico». Nel mese di maggio dell’anno 1999, Sergio Ricossa pubblica un articolo dal titolo «Io, liberale pentito» nel quale si legge: «L’anarco-individualista non è asociale per principio. La contrapposizione individuo-società è stupida. Ogni società è formata da individui, che decidono liberamente di collaborare fra loro con vantaggio di tutti.  La società è al servizio dell’individuo  non viceversa. Dello Stato si può fare a meno (o si può ridurlo al minimo), della società no, salvo che si rinunci agli enormi vantaggi della divisione del lavoro, così bene illustrarti da Adam Smith. Hayek ha completato Smith osservando: ‘Siccome ogni individuo sa poco, e in particolare raramente sa chi di noi sa fare meglio, ci affidiamo agli sforzi indipendenti e concorrenti dei molti, per propiziare la nascita di quel che desidereremo quando lo vedremo’. Dunque, il libertario ha fiducia nella società libera. Il socialista non ha fiducia nella società, ritiene che essa vada guidata dal di fuori, da un pianificatore, una esperta autorità, un controllore al di sopra dei controllati. Così si avvia il circolo vizioso: chi controlla i controllori, e i controllori dei controllori. E dal circolo vizioso si esce solamente se si ammette il diritto della società di autogovernarsi. Ciò implica la tolleranza e il rispetto reciproco». (Sergio Ricossa, Da liberale a libertario, cronaca di una conversione – Leonardo Facco Editore, 1999). Nel mese di maggio dell’anno 2024, l’economista professor Javier Milei (attuale presidente della Repubblica Argentina) tiene un discorso a Los Angeles presso il Milken Institute, nel quale dice: «Anche se l’Argentina deve essere il caso più paradigmatico nella storia del mondo occidentale del fallimento delle idee collettivistiche, non siamo un’eccezione ma rappresentiamo la regola. Ogni volta che è stato tentato, il socialismo è stato un fallimento economico, un fallimento sociale, un fallimento culturale e, inoltre, poiché è una filosofia che va contro la natura umana, i suoi artefici non hanno avuto altro strumento per attuarlo se non l’assassinio di 150 milioni di esseri umani». Due mesi prima, in un discorso pronunciato al CPAC aveva concluso dicendo: «Il messaggio è il seguente: non permettete al socialismo di avanzare, non sostenete la regolamentazione, non sostenete l’idea dei fallimenti di mercato, non permettete l’avanzamento dell’agenda omicida e non lasciatevi trasportare dal canto delle sirene della giustizia sociale!». (Leonardo Facco: Javier Milei, Libertà …..chiave della prosperità – Leonardo Facco Editore , 2024). Forse è maggio il mese in cui a volte fioriscono le migliori idee di libertà. Un filo che unisce epoche e culture anche molto diverse, nelle opere di persone di grande statura intellettuale e morale, unite da princìpi di umanità: difesa dell’individuo, della vita e della libertà.

Fabrizio Bonali

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