Il Tyrannosaurus Rex è stato uno dei più temibili predatori mai comparsi sulla Terra. Era un gigantesco dinosauro carnivoro di 9 tonnellate e 6 metri di altezza, che si muoveva solo sulle zampe posteriori. Secondo le più recenti scoperte, i cuccioli di Tyrannosaurus Rex erano coperti di piume, che poi perdevano durante la crescita. Gli studiosi di paleontologia si sono a lungo interrogati su quanto durasse questo processo di crescita e maturazione, una fase molto importante da studiare per capire l’evoluzione delle diverse specie viventi. Le stime più attendibili degli studi finora effettuati sui resti fossili, studiando le ossa come si fa con gli anelli degli alberi, suggerivano che il T. rex diventava adulto in genere intorno ai 25 anni. Un nuovo studio approfondito su 17 esemplari di tirannosauro, dai giovani alle prime fasi di vita agli adulti di grandi dimensioni, giunge ora a conclusioni molto diverse. Secondo l’articolo pubblicato sulla rivista scientifica PeerJ, il re dei carnivori impiegava 40 anni per raggiungere la sua dimensione massima di circa 8-9 tonnellate. La nuova analisi è riuscita a ricostruire un quadro più completo e accurato della crescita dei tirannosauri esaminando sezioni di ossa sotto un tipo speciale di luce, che rivela anelli di crescita nascosti non conteggiati negli studi precedenti. «L’esame degli anelli di crescita conservati nelle ossa fossilizzate ci ha permesso di ricostruire la storia della crescita degli animali anno per anno. […] Abbiamo ideato un nuovo approccio statistico che unisce i dati di crescita di diversi esemplari per stimare la traiettoria di crescita del T. rex in tutte le fasi della sua vita con un livello di dettaglio superiore a qualsiasi studio precedente» spiega Nathan Myhrvold, matematico e paleobiologo presso Intellectual Ventures che ha guidato l’analisi statistica. Anziché crescere rapidamente fino all’età adulta, il tirannosauro cresceva più lentamente e in modo più costante di quanto si credesse in precedenza. «Una fase di crescita di quattro decenni potrebbe aver consentito ai tirannosauri più giovani di ricoprire una varietà di ruoli ecologici all’interno dei loro ambienti. Questo potrebbe essere uno dei fattori che ha permesso loro di dominare la fine del periodo Cretaceo come carnivori al vertice della catena alimentare» afferma il coautore Jack Horner della Chapman University.



