Comprendere la variabilità dello scambio di CO₂ tra oceano e atmosfera è fondamentale, poiché l’anidride carbonica svolge un ruolo chiave nella regolazione della temperatura globale del pianeta. Per questo, la missione ATL2MED, guidata dall’ Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale (OGS) e condotta insieme all’Istituto di Scienze Marine (CNR – ISMAR) del Consiglio Nazionale delle Ricerche, all’Istituto per lo studio degli impatti Antropici e Sostenibilità in ambiente marino (CNR – IAS) e al Dipartimento di scienze Ambientali, Informatiche e Statistiche dell’Università Ca’ Foscari Venezia e ad altri istituti europei, ha studiato il flusso di CO₂ nell’Atlantico orientale e nel Mediterraneo occidentale. Per studiare la variabilità dello scambio di CO₂ aria–mare nell’Atlantico orientale e nel Mar Mediterraneo sono stati utilizzati veicoli autonomi di superficie senza pilota chiamati Saildrone. «Per la prima volta, la missione ATL2MED ha effettuato misure ad alta risoluzione della CO₂ in tutte le stagioni, attraversando condizioni meteo climatiche molto diverse. Un accurato controllo di qualità e la correzione della deriva strumentale hanno prodotto dataset solidi e pronti per l’uso scientifico» racconta Riccardo Martellucci, ecologo marino della sezione di Oceanografia dell’OGS, primo autore degli articoli. «Le osservazioni hanno messo in luce una variabilità spazio-temporale molto elevata nei flussi di CO₂, che sono legati sia a processi fisici, sia biologici, e hanno evidenziato l’importanza di strutture oceaniche a piccola scala, molto spesso non considerate nei bilanci globali di carbonio» ha aggiunto Martellucci. I risultati principali di questo progetto, portato avanti tra il 2019 e il 2020, sono riassunti in uno studio, «Air-sea CO2 exchange in the Eastern Atlantic and the Mediterranean Sea based on autonomous surface measurements», pubblicato su Frontiers in Marine Science. Nello studio sono stati coinvolti l’Observatoire Océanologique de Villefranche (OOV) e l’Observatoire des Sciences de l’Univers Stamar (OSU STAMAR), entrambi della Sorbonne Université (Francia); il Norwegian Research Centre (NORCE) e il Bjerknes Centre for Climate Research (BCCR) di Bergen, in Norvegia; e il GEOMAR Helmholtz Centre for Ocean Research di Kiel, in Germania.



