Sospeso lo spettacolo «Pas de deux for toes and fingers» in programma il 20 e 21 gennaio al teatro del Maggio di Firenze. Motivo? Nello spettacolo ci sono l’étoile Svetlana Zakharova e il violinista e direttore d’orchestra Vadim Repin, suo marito, entrambi ritenuti vicini al Cremlino e putiniani. Alla decisione di sospendere lo show si sarebbe arrivati dopo un tam tam scatenatosi sui social e anche una richiesta formale avanzata dall’Ucraina con una lettera dell’ambasciata al Comune di Firenze e ai vertici del Maggio per chiedere la cancellazione dello spettacolo. Il Teatro sul proprio sito la spiega così, avvertendo gli spettatori della possibilità di richiedere un rimborso entro il 31 gennaio: «Il balletto, a causa del perdurare delle tensioni internazionali che creano un clima che potrebbe pregiudicare il buon esito dello spettacolo, è momentaneamente sospeso».
La notizia dello spettacolo stoppato non ha fatto piacere all’ambasciata russa, con l’ambasciatore che ha firmato una nota al veleno: «Siamo testimoni, per l’ennesima volta, di una limitazione della sovranità culturale dell’Italia. Non resta che congratularsi con l’Italia e con Firenze, culla del Rinascimento, per l’ennesimo ‘traguardo’, ovvero per l’ulteriore immersione nelle torbide acque della russofobia».
Ribatte seccamente il governatore Giani, interpellato a margine di una conferenza stampa: «Queste parole mi ricordano le impostazioni molto oscure della Pravda e questo ci riporta al periodo sovietico. Onestamente trovo queste dichiarazioni prive di senso– aggiunge il presidente della Regione- perché sappiamo bene che la Russia è oggi Paese oppressore di un Paese che considero a tutti gli effetti Europa, come l’Ucraina». Quindi, avverte, «finché la Russia da Paese oppressore non si muove e non si comporta nel tavolo di pace come si attende tutto il mondo, è evidente non si può confondere la politica con gli aspetti che riguardano la cultura».
In una nota, il Movimento 5 stelle condanna quello che considera un «ennesimo episodio grave di censura culturale per motivi politici che dovrebbero restare fuori dai teatri». La nota è firmata dagli esponenti M5S in commissione cultura alla camera Antonio Caso e Anna Laura Orrico, che stigmatizzano una decisione «maturata su input dell’ambasciata ucraina e sulla base di imprecisate ‘proteste social'». E commentano: «Ancora una volta la cultura viene subordinata a logiche che le dovrebbero essere del tutto estranee. La cultura, per sua natura, è strumento di dialogo, di confronto, di apertura, non un campo di battaglia per contese geopolitiche o pressioni diplomatiche. Trasformarla in un terreno di scontro significa tradirne il senso più profondo. Peraltro i trascorsi e le posizioni degli artisti coinvolti erano noti a tutti. Se Zakharova e Repin erano stati invitati, era esclusivamente per l’eccellenza artistica che rappresentano. Sospendere la loro esibizione rappresenta una resa preventiva a pressioni esterne, pagata sulla pelle del pubblico».
E prosegue: «A rimetterci, infatti, saranno i cittadini di Firenze e gli spettatori italiani, privati di uno spettacolo di altissimo livello per obbedire a input che nulla hanno a che fare con la qualità artistica. È una scelta che manda ancora una volta un messaggio chiaro e inquietante: la programmazione culturale non risponde più a criteri artistici, ma all’umore degli ambasciatori stranieri. Questa decisione, che arriva dopo altre scelte analoghe e fortemente contestate, conferma una deriva pericolosa: la cultura trasformata in ostaggio di logiche estranee alla cultura stessa. E ogni volta che accade, perdiamo tutti qualcosa».
Carlandrea Poli



