Gazzettino Italiano Patagónico
  • Portada
  • Italia
  • América Latina
  • Mundo
  • Deportes
  • Ecología
  • Sociales
  • Arte
  • Salud
  • Cultura
  • Editorial
No Result
View All Result
  • Portada
  • Italia
  • América Latina
  • Mundo
  • Deportes
  • Ecología
  • Sociales
  • Arte
  • Salud
  • Cultura
  • Editorial
No Result
View All Result
Gazzettino Italiano Patagónico
No Result
View All Result
Home Editorial

«Volete davvero far cadere Maduro?». Il clamoroso retroscena su Parolin e la Russia

Gazzettino Italiano Patagónico by Gazzettino Italiano Patagónico
11 de enero de 2026
in Editorial
0
«Volete davvero far cadere Maduro?». Il clamoroso retroscena su Parolin e la Russia
19.5k
SHARES
19.5k
VIEWS
Ho condiviso su FacebookHo condiviso su Twitter

Un retroscena che passa per il Vaticano, un’offerta russa e l’operazione lampo degli Stati Uniti. Il puzzle che ha portato alla cattura di Nicolas Maduro, avvenuta il 3 gennaio, si arricchisce di nuovi tasselli grazie alle rivelazioni del Washington Post. Da settimane – racconta il quotidiano americano – dietro le quinte si muovevano diplomatici, prelati e funzionari, con un ruolo inatteso anche della Santa Sede.

Il pressing del Vaticano

Siamo alla vigilia di Natale. Il cardinale Pietro Parolin, secondo i documenti citati dal Wp, convoca d’urgenza l’ambasciatore statunitense presso la Santa Sede Brian Burch. L’obiettivo: capire fino a che punto volessero spingersi gli Stati Uniti in Venezuela. «Gli Usa avrebbero preso di mira solo i narcotrafficanti, o l’amministrazione Trump era davvero interessata a un cambio di regime?» avrebbe chiesto il segretario di Stato vaticano, invitando Washington a prevedere una via d’uscita per il leader di Caracas. Nei giorni precedenti – scrive il giornale – Parolin avrebbe provato in tutti i modi a mettersi in contatto con il senatore Marco Rubio, figura centrale nelle scelte americane sul dossier venezuelano. Un tentativo dettato dal timore di una deriva violenta. Proprio durante il colloquio con Burch, il cardinale avrebbe rivelato che «la Russia era pronta a concedere asilo a Maduro e ha chiesto gli americani di avere pazienza per «convincere» il presidente venezuelano ad accettare.

L’offerta di Mosca e il raid Usa

Secondo le fonti citate dal Washington Post, a Maduro sarebbe stata offerta una via di fuga piuttosto comoda: asilo garantito e possibilità di «godersi i suoi soldi». A rendere tutto più appetibile, l’impegno di Putin a garantire la sicurezza personale dell’ormai ex presidente. Ma la proposta non ha avuto seguito. Anche perché – raccontano le stesse fonti – Maduro non avrebbe gradito l’idea di trasferirsi in Russia: da Mosca, riteneva, sarebbe stato più difficile gestire i propri beni. Così, nella notte tra il 2 e il 3 gennaio, scatta il raid: un’azione delle forze speciali statunitensi che porta alla cattura di Maduro e della moglie, con un bilancio di circa 75 vittime. I due vengono trasferiti a New York, dove iniziano le udienze del processo per narcotraffico.

La reazione del Vaticano

La Santa Sede, chiamata in causa direttamente, risponde con una nota secca: «È deludente che siano state divulgate parti di una conversazione riservata che non riflettono accuratamente il contenuto della conversazione stessa, avvenuta durante il periodo natalizio». Nessun commento, invece, dal Dipartimento di Stato americano. Silenzio anche dal Cremlino. Il Post sostiene che l’inchiesta si basa su colloqui con una ventina di persone, molte delle quali anonime per la natura sensibile delle informazioni.

La partita diplomatica mancata

Che i tentativi di evitare l’attacco fossero andati avanti fino all’ultimo lo confermano anche altre ricostruzioni. Il New York Times aveva raccontato che Maduro, il 23 dicembre, avrebbe rifiutato un’altra ipotesi di esilio, questa volta in Turchia. Washington, da parte sua, conferma che la decisione di colpire Caracas risale proprio al periodo natalizio, con un rinvio di qualche giorno in attesa di condizioni meteorologiche più favorevoli.

Le valutazioni sbagliate di Maduro

Secondo le fonti citate dai giornali americani, il leader venezuelano avrebbe sottovalutato più volte la portata della crisi. A novembre, in una telefonata con Trump, aveva ricevuto un aut aut che però interpretò come un segnale distensivo. Convinto che le elezioni di midterm avrebbero favorito i Democratici e migliorato la sua posizione internazionale, respinse anche l’idea di un incontro a Washington. Nemmeno dopo gli ultimi avvertimenti avrebbe preso seriamente in considerazione l’ipotesi dell’esilio. Non la Russia, almeno, perché da lì – spiegano le fonti – avrebbe avuto problemi a gestire il proprio patrimonio.

Il nome su cui punta Washington

Parallelamente, mentre si chiudeva la partita con Maduro, negli Stati Uniti maturava un’altra convinzione: quella di puntare su Delcy Rodríguez per garantire continuità al governo venezuelano. La vicepresidente – secondo le informazioni raccolte – non sarebbe stata informata del piano americano per rimuovere Maduro. Né avrebbe ricevuto segnali da Washington su un eventuale ruolo nel dopo-crisi. L’amministrazione Trump, sulla base dei report dell’intelligence, considerava Rodríguez la figura più adatta a mantenere stabile la macchina statale, giudicando invece più rischiosa un’investitura di María Corina Machado, esponente dell’opposizione.

Franco Lodige

Ho condiviso l'articolo

  • Haz clic para compartir en Facebook (Se abre en una ventana nueva) Facebook
  • Haz clic para compartir en X (Se abre en una ventana nueva) X
  • Haz clic para compartir en LinkedIn (Se abre en una ventana nueva) LinkedIn
  • Haz clic para compartir en X (Se abre en una ventana nueva) X
  • Haz clic para compartir en WhatsApp (Se abre en una ventana nueva) WhatsApp

Me gusta esto:

Me gusta Cargando...
Tags: Editorial
Previous Post

Ondata di influenza, pronto soccorso in difficoltà: malati fermi sulle barelle

Next Post

«Pronti 6 mila uomini per Kiev». Il vertice segreto di Macron all’Eliseo

Next Post
«Pronti 6 mila uomini per Kiev». Il vertice segreto di Macron all’Eliseo

"Pronti 6 mila uomini per Kiev". Il vertice segreto di Macron all'Eliseo

Gazzettino Italiano Patagónico

© 2026 Gazzettino Italiano Patagónico tutti i diritti riservati Pagina realizzata da GDS Contenidos + RecreArte

Gazzettino Italiano Patagonico

  • Portada
  • Italia
  • América Latina
  • Mundo
  • Deportes
  • Ecología
  • Sociales
  • Arte
  • Salud
  • Cultura
  • Editorial

Compartí el Gazzettino

No Result
View All Result
  • Portada
  • Italia
  • América Latina
  • Mundo
  • Deportes
  • Ecología
  • Sociales
  • Arte
  • Salud
  • Cultura
  • Editorial

© 2026 Gazzettino Italiano Patagónico tutti i diritti riservati Pagina realizzata da GDS Contenidos + RecreArte

%d