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«Rage bait» è la parola dell’anno ed è una buona notizia: ecco perchè

Gazzettino Italiano Patagónico by Gazzettino Italiano Patagónico
2 de diciembre de 2025
in Sociales
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«Rage bait» è la parola dell’anno ed è una buona notizia: ecco perchè
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È «rage bait» la parola dell’anno secondo l’Oxford English Dictionary ed è una scelta che sottolinea la centralità della sfera virtuale nella nostra quotidianità, laddove oltre 5 miliardi di persone utilizzano internet e i social network, pari al 65% della popolazione, e l’inglese è tra le lingue che dominano questo mondo.

I CONTENUTI CREATI AD ARTE

Gli esperti dell’Oxford University Press hanno infatti osservato che l’uso di questo termine – che in italiano può tradursi come «esca della rabbia» – è triplicato nelle conversazioni online del 2025, indicando la maggiore consapevolezza degli utenti rispetto alla pratica di creare «contenuti online», scrivono gli studiosi, «deliberatamente progettati per suscitare rabbia o indignazione attraverso un atteggiamento frustrante, provocatorio o offensivo, solitamente pubblicato per aumentare il traffico o l’interazione con una particolare pagina web o contenuto dei social media». L’istituzione britannica, punto di riferimento globale per l’anglofonia, osserva che l’aumento delle ricorrenze di tale espressione evidenzia la capacità delle persone di capire di «essere trascinate sempre più spesso in dibattiti e discussioni polarizzanti come risposta agli algoritmi dei social media e alla natura avvincente di contenuti che indignano».

UN TERMINE UTILIZZATO DAL 2002

Il termine non è recente bensì ha fatto la sua comparsa nel 2002 per indicare una pratica sociale che si sperimentava nella realtà, per poi essere preso in prestito dallo slang di internet. Possiamo imbatterci in un rage bait ed esempio quando troviamo video in cui si suggeriscono modi più rapidi per svolgere una particolare mansione in casa, dove però la modalità proposta è illogica o tutt’altro che efficace, oppure affermazioni dai toni volutamente polemici e provocatori – ad esempio, in ambito politico – o anche ricette di cucina in cui gli ingredienti sono diversi o completamente errati rispetto a quelli originali. Ciò spinge gli utenti a reagire per «correggere» o «criticare» il contenuto, innescando spesso liti online dai toni aspri.

Tuttavia, per il presidente di Oxford Languages, Casper Grathwohl, il fatto che la risposta a questi contenuti spinga gli utenti a citare le «rage bait» indica una buona notizia: significa che le persone hanno imparato a riconosce le «tattiche di manipolazione»: «Prima- ha spiegato Grathwohl- Internet si concentrava sull’attirare la nostra attenzione suscitando curiosità in cambio di click, ma ora assistiamo a un cambiamento radicale», che consiste nel «dirottare e influenzare le nostre emozioni e il modo in cui reagiamo. Sembra la naturale evoluzione di un dibattito in corso su cosa significhi essere umani in un mondo dominato dalla tecnologia e sugli estremi della cultura online».

L’esperto ha ricordato che nel 2024 la parola dell’anno per l’Oxford Dictionary era stata «brain rot», ossia «marciume cerebrale»: «Mentre quel termine catturava lo svuotamento mentale dovuto allo scorrimento infinito» dei contenuti sui social, quest’anno «rage bait mette in luce il contenuto appositamente progettato per suscitare indignazione e generare click».

Alessandra Fabbretti

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