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SOLO «SÌ» È «SÌ»

Gazzettino Italiano Patagónico by Gazzettino Italiano Patagónico
25 de noviembre de 2025
in Italia, Política
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SOLO «SÌ» È «SÌ»
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Violenza sessuale. Una piccola rivoluzione la legge sul consenso approvata dal Parlamento italiano

Il 25 novembre 1960 tre sorelle, Aida Maria e Antonia Mirabal, vengono torturate e assassinate nella Repubblica dominicana da militari a servizio del dittatore Rafael Trujillo.

Il 17 dicembre 1999 l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, con la risoluzione 54/134, dichiara il 25 novembre Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne in loro memoria.

Sono trascorsi sessantacinque anni da quel giorno e siamo ancora lontani dal debellare la piaga della violenza contro le donne: quest’anno sono più di sessanta i casi di femminicidio in Italia e sono più di mille le donne vittime di questo crimine dal 2015 ad oggi, una media di oltre cento all’anno.

Per combattere questa strage silente e costante, che affonda le proprie radici in una cultura patriarcale dura a morire nei nostri Paesi, il Parlamento italiano è da anni impegnato ad aggiornare e rendere più severa la legislazione in materia, anche grazie al fondamentale contributo della Commissione parlamentare di inchiesta sul femminicidio.

Un passo significativo e politicamente importante, perché compiuto all’unanimità, è stato l’approvazione il 21 novembre scorso da parte della Camera dei Deputati della proposta di legge del Partito Democratico sul libero consenso della donna all’atto sessuale.

La modifica dell’articolo 609 bis (violenza sessuale) del Codice Penale è una svolta, non solo una riforma del codice ma una svolta culturale. La nuova formulazione, infatti, pone al centro la mancanza di consenso libero e attuale della persona coinvolta, allineandosi in questo modo ai più recenti standard europei e internazionali, e alle numerose sentenze della Corte di cassazione. Il consenso deve essere libero e attuale, intendendosi per tale quello espresso quale libera manifestazione della volontà della persona, che deve rimanere tale e immutato per l’intero svolgersi dell’atto sessuale.

Ci sono voluti anni, sentenze, richiami e convenzioni, ma soprattutto tanto dolore e sofferenze per arrivare alla legge che abbiamo approvato in prima lettura alla Camera per introdurre nel nostro ordinamento il consenso libero e attuale, un elemento essenziale per dire che in ogni momento una donna può sentire di essere costretta a un rapporto sessuale e quindi opporre il suo rifiuto e sottrarsi.

Non ci sono scuse e non ci sono attenuanti – un abbigliamento, un rapporto precedente, uno stato di alterazione… SOLO SÌ SIGNIFICA SÌ: quando non c’è consenso, è violenza. Una piccola grande rivoluzione, frutto della consapevolezza condivisa dell’urgenza sociale di intervenire per rafforzare il contrasto alla violenza sessuale e garantire una più efficace tutela della libertà e dell’autodeterminazione.

Fabio Porta

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