L’esercito israeliano ha avviato un’azione disciplinare interna per i fallimenti durante l’attacco di Hamas del 7 ottobre 2023. Il capo di stato maggiore, generale Eyal Zamir, ha convocato una dozzina di comandanti di alto rango per informarli della loro rimozione o di eventuali sanzioni. È la misura più severa adottata dalle Forze di Difesa Israeliane da quella giornata che segnò il più grave assalto nella storia del Paese.
Nel comunicato diffuso domenica, Zamir ha riconosciuto che l’esercito «ha fallito nella sua missione principale: proteggere i civili», parlando di un errore «grave, clamoroso e sistemico». La revisione, sostiene, è necessaria per ristabilire la fiducia nell’istituzione militare e affermare un chiaro principio di responsabilità di comando. I nomi dei comandanti coinvolti non sono stati resi pubblici; molti appartengono alla riserva e verranno congedati.
Il provvedimento arriva in un clima di pressioni crescenti per chiarire cosa sia accaduto prima e durante l’attacco. All’inizio del mese il primo ministro Benjamin Netanyahu ha annunciato un’inchiesta governativa ufficiale, proposta che non ha placato le critiche, timorose che una commissione designata dall’esecutivo risulti poco indipendente. Nel fine settimana migliaia di manifestanti sono scesi in piazza a Tel Aviv chiedendo un’indagine statale con piena autonomia.
La decisione di Zamir segue una revisione interna supplementare, disposta dopo i primi risultati resi pubblici a febbraio, che avevano evidenziato una sottovalutazione di Hamas e una lettura errata dei segnali di un attacco imminente. Quell’analisi, però, non attribuiva responsabilità personali: ora l’esercito ritiene che sia invece necessario valutare il ruolo dei singoli comandanti.
Zamir, entrato in carica a marzo, ha riesaminato il lavoro del suo predecessore Herzi Halevi, dimessosi nei mesi scorsi assumendosi parte delle responsabilità per il 7 ottobre. Il bilancio resta drammatico: circa 1.200 persone uccise e 250 sequestrate durante l’incursione di Hamas; in seguito, le operazioni israeliane a Gaza hanno causato decine di migliaia di vittime palestinesi, secondo il Ministero della Salute di Gaza.
Pur lodando l’impegno degli ufficiali coinvolti, il capo di stato maggiore ha rivendicato la necessità delle misure: senza una presa di responsabilità, ha affermato, «la fiducia nel sistema si eroderà».
Milagro Genovesi



