Oltre 150 interventi e un successo di pubblico hanno caratterizzato la quarta edizione del Festival digitale popolare che si è svolto a Torino lo scorso ottobre. Già si sta organizzando il prossimo evento a breve e ci sono altre importanti novità. L’agenzia ne ha parlato con Francesco Di Costanzo, presidente della Fondazione Italia digitale, che organizza la kermesse e si appresta a fondersi con Pa social, altra importante realtà del mondo della comunicazione digitale. Dopo i numeri importanti di quest’ultima edizione, per la quinta edizione quali novità? «Il Festival digitale popolare- ha risposto Di Costanzo- si conferma un momento di riflessione e di approfondimento sulla cultura digitale dedicato a tutti. A Torino, l’Igloo del Digitale, per la struttura che lo contraddistingue, ha conquistato piazza Vittorio anche quest’anno con tantissimi relatori e anche personaggi pop e vip di vari settori che sono venuti a raccontarci la loro esperienza con il digitale. La novità di quest’anno, che arriverà nel 2026, è che il festival continuerà ovviamente ad avere la sua centralità su Torino, quindi a ottobre 2026, però inizierà a essere presente anche in altre città con un tour che si sta sviluppando via via nelle settimane e nei mesi, con un primo sicuro festival sui territori che sarà a Firenze a fine gennaio». Così inizierà ad andare anche in giro in altre città, «sempre con il format che unisce esperti, non esperti e personaggi di vari mondi che vengono a raccontare il loro digitale» ha sottolineato Di Costanzo.
DI COSTANZO: 16 DICEMBRE A ROMA SPIEGHEREMO COSA FAREMO NEL 2026
Pa social raggruppa ormai migliaia e migliaia dei nuovi comunicatori, la Fondazione Italia digitale nasce in questo mondo. Adesso queste due entità si fondono per mettere a disposizione un luogo ancora più rappresentativo? «Questo succederà da gennaio, il 16 dicembre qui a Roma ci sarà un appuntamento in cui spiegheremo che cosa faremo nel 2026. Credo- ha proseguito il presidente della Fondazione Italia digitale- sia una evoluzione naturale di un percorso che vede Pa social da 10 anni raccontare come si sviluppa la comunicazione pubblica digitale, come si usano i social, le chat, le piattaforme digitali e oggi anche l’intelligenza artificiale e la realtà virtuale per dare un servizio di qualità ai cittadini». La Fondazione Italia digitale, che è nata nel 2021, punta molto sulla cultura digitale attraverso la creazione di eventi, come appunto il Festival digitale popolare.
Fondazione Italia digitale e Pa social si uniscono in un’unica realtà, ha spiegato ancora il presidente Francesco Di Costanzo, «che abbiamo chiamato ‘Grande polo della cultura e della comunicazione digitale’. Credo sia il momento giusto e credo sia una evoluzione importante per i prossimi 10 anni e oltre, perché oggi è difficile parlare di comunicazione, quindi di strumenti, senza sapere cosa sta succedendo a livello internazionale sui temi dell’intelligenza artificiale, così come è difficile parlare di professionalità e di organizzazione del lavoro se non si ha dall’altra parte anche un’idea delle policy, delle normative e di quello che succede. Si tratta anche di geopolitica, perché il digitale e l’intelligenza artificiale ormai sono chiaramente dentro tutto quello che succede non al livello europeo non a livello locale, ma a livello mondiale».
SOCIAL MANAGER E DIGITAL MANAGER, «BISOGNA UN PO’ CAMBIARE REGISTRO»
C’è poi l’importante novità, a livello contrattuale, che riguarda la figura del ‘social manager digitale’… «Credo che il 2025 sia stato un anno di svolta. Anche negli appuntamenti che io stesso vivo ormai da tantissimi anni si parla della legge 150 del 2000 e di tutta la storia del settore della comunicazione e dell’informazione pubblica. A mio avviso- ha sottolineato Di Costanzo- bisogna un po’ cambiare registro, sapendo che la legge 69 del 9 maggio 2025 istituisce nella Pubblica amministrazione la figura del Social media e digital manager. È quindi una novità molto importante del settore, ovviamente. Il percorso non è finito perché dobbiamo lavorare sui modelli organizzativi e sui requisiti per arrivare a svolgere questo tipo di lavoro, ma credo che sia una straordinaria opportunità aggiuntiva per i giornalisti, per i comunicatori e per gli esperti in comunicazione digitale, soprattutto una grande risorsa di qualità per le pubbliche amministrazioni e anche per i cittadini come tutti noi che riceviamo servizi, informazioni e comunicazioni quotidiane» ha concluso il presidente della Fondazione Italia digitale.
Nico Perrone



