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«La scelta è difficile: perdere la dignità o un alleato chiave»

Gazzettino Italiano Patagónico by Gazzettino Italiano Patagónico
24 de noviembre de 2025
in Editorial
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«La scelta è difficile: perdere la dignità o un alleato chiave»
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Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky si è rivolto alla nazione definendo questo momento «uno dei più difficili della nostra storia». Ha descritto la scelta che l’Ucraina si trova ad affrontare come particolarmente complessa. «L’Ucraina potrebbe ora trovarsi di fronte a una scelta molto difficile: o la perdita della sua dignità o il rischio di perdere un partner chiave», ha affermato Zelensky. Il leader ucraino ha parlato di dover scegliere tra «i difficili 28 punti, o un inverno estremamente difficile, il più difficile, e ulteriori rischi». Ha garantito che non tradirà gli interessi nazionali ma lavorerà rapidamente con gli Stati Uniti.

I contenuti del piano americano in 28 punti

Il piano presentato dagli Stati Uniti prevede che Kiev ceda alla Russia le regioni orientali di Donetsk e Luhansk. Queste due regioni, insieme alla Crimea annessa nel 2014, sarebbero «di fatto riconosciute come russe, anche dagli Stati Uniti». Secondo il documento, altre due regioni del sud – Kherson e Zaporizhzhia – sarebbero divise lungo l’attuale linea del fronte. Il testo stabilisce inoltre che l’esercito ucraino sarà limitato a 600.000 soldati e che la Nato si impegnerà a non dislocare truppe in Ucraina. Il piano include anche la centrale di Zaporizhzhia commissionata dall’Aiea e la rinuncia permanente di Kiev alla Nato.

Le pressioni americane e la scadenza ravvicinata

Gli Stati Uniti stanno esercitando forti pressioni sull’Ucraina perché approvi il piano entro il Giorno del Ringraziamento, il prossimo 27 novembre. Donald Trump ha confermato che «giovedì è il giorno giusto per noi» per porre fine alla guerra. Fonti di Reuters riferiscono che Washington minaccia di cessare la fornitura di intelligence e armi se Kiev non accetta il quadro dell’accordo. Dopo l’incontro tra Zelensky e la delegazione americana guidata dal segretario all’Esercito Daniel Driscoll, è stato concordato «una tempistica aggressiva per la firma» del piano.

Le garanzie di sicurezza nel piano americano

Il piano di pace include garanzie di sicurezza per Kiev modellate sull’articolo 5 della Nato. Queste impegnerebbero Stati Uniti e alleati europei a considerare un attacco contro l’Ucraina come un attacco all’intera «comunità transatlantica». Nel testo si stabilisce che qualsiasi futuro «attacco armato significativo, deliberato e sostenuto» della Russia contro l’Ucraina «sarà considerato un attacco che minaccia la pace e la sicurezza della comunità transatlantica». Usa e alleati risponderebbero di conseguenza, incluso con la forza militare. Si tratta della prima volta che Trump si dice disposto a offrire garanzie di questo tipo.

Le reazioni internazionali e i contatti diplomatici

La premier Giorgia Meloni, da Johannesburg per il G20, ha parlato al telefono con il cancelliere tedesco Friedrich Merz per un primo scambio di valutazioni. Nel colloquio è stata sottolineata «l’importanza di sostenere gli sforzi negoziali in corso» e ribadito «l’obiettivo finale del raggiungimento di una pace giusta e duratura». È stato accolto con favore «il riferimento a solide garanzie di sicurezza» in linea con quanto proposto dall’Italia. Il ministro della Difesa Guido Crosetto ha osservato che «il tema è cosa ne pensa la nazione aggredita, quella che dovrebbe fare i sacrifici maggiori».

La posizione russa e gli sviluppi diplomatici

Il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov ha dichiarato che la Russia resta «totalmente aperta a colloqui di pace» sul conflitto ucraino. Mosca è pronta a portare avanti i colloqui sulla base delle intese raggiunte al summit di Anchorage. Peskov ha affermato che «l’efficacia delle operazioni delle forze armate russe dovrebbe convincere Zelensky e il suo governo che è preferibile avviare negoziati subito». Il portavoce ha aggiunto che «lo spazio di libertà decisionale per lui si riduce man mano che l’Ucraina perde territori». La Russia sostiene di non aver ricevuto ufficialmente il piano americano attraverso i canali diplomatici.

Il coordinamento europeo e le alternative

I leader europei stanno elaborando una controfferta con condizioni alternative al piano americano. Il presidente francese Emmanuel Macron, il cancelliere tedesco Friedrich Merz e il premier britannico Keir Starmer hanno avuto una telefonata con Zelensky. I leader hanno confermato il loro «incrollabile e pieno sostegno all’Ucraina verso una pace duratura e giusta». Hanno «accolto con favore gli sforzi degli Usa» ma continuano a perseguire l’obiettivo di salvaguardare gli interessi vitali europei e ucraini. Starmer ha sottolineato che «il principio che conta è che il futuro dell’Ucraina va determinato dall’Ucraina».

Nicola Porro

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