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Cos’è la semaglutide, il «farmaco dei miracoli» che fa discutere

Gazzettino Italiano Patagónico by Gazzettino Italiano Patagónico
20 de noviembre de 2025
in Salud
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Cos’è la semaglutide, il «farmaco dei miracoli» che fa discutere
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Ribattezzata da molti il «farmaco dei miracoli», la semaglutide è sempre più al centro dell’attenzione in Italia. Usata principalmente per il diabete di tipo 2, negli ultimi anni ha conquistato notorietà anche come alleato nella perdita di peso, diventando una vera e propria moda. Secondo l’ultimo Rapporto OsMed dell’AIFA, la spesa privata per i farmaci analoghi del GLP-1 utilizzati per dimagrire è aumentata del 78,7%. La semaglutide figura tra i 30 principi attivi a maggiore spesa nel 2024, con 55,3 milioni di euro di spesa privata.

«La semaglutide è una molecola prodotta in laboratorio dalla Novo Nordisk definita GLP-1 agonista, ed è simile a un ormone naturale che il nostro intestino rilascia dopo i pasti per stimolare l’insulina», spiega Raffaella Buzzetti, presidente della Società Italiana di Diabetologia (Sid). «Chi ha il diabete di tipo 2 produce meno GLP-1, quindi questa molecola lo sostituisce». Il farmaco può essere somministrato in compresse giornaliere o tramite iniezione sottocutanea settimanale, e i suoi effetti sono molteplici: riduce la glicemia, favorisce la perdita di peso, protegge cuore e reni e, secondo studi preliminari, potrebbe rallentare la progressione dell’Alzheimer.

Nonostante i benefici, Buzzetti avverte: «È efficace, ma va usata solo se necessaria. Il SSN la rimborsa per il diabete di tipo 2 e può essere prescritta per l’obesità, ma l’uso diffuso tra chi vuole solo perdere qualche chilo è preoccupante».

Il problema principale è l’uso privato non controllato. «La semaglutide riduce la fame e per questo molti la assumono senza indicazione medica. In passato è addirittura scomparsa dagli scaffali italiani perché i pazienti diabetici non riuscivano a reperirla», aggiunge l’esperta. «Purtroppo se n’è parlato tanto, molti personaggi famosi, come diversi attori statunitensi, l’hanno pubblicizzata e il risultato è stato un uso diffuso anche in persone con pochi chili in più. Questo non dovrebbe accadere dal momento che è un farmaco che ha degli effetti collaterali, soprattutto nelle prime settimane, come nausea, vomito e diarrea».

Oggi esiste anche Mounjaro, un farmaco a base di tirzepatide, che ha indicazioni simili e viene prescritto sia per il diabete sia per la perdita di peso, sempre sotto stretto controllo medico. Buzzetti sottolinea che «chi ha pochi chili di troppo può gestire il peso con alimentazione equilibrata e attività fisica, senza ricorrere a farmaci». Una raccomandazione che fa riflettere, considerando che in Italia 4 milioni di persone hanno il diabete, e 1 milione non lo sa perché non effettua controlli di routine.

La diabetologa riflette, quindi, sui danni causati «dalla vita sedentaria e dal consumismo» che hanno reso comuni i problemi di peso. «Studi degli anni ’90 dimostravano che nei soggetti predisposti al diabete, un’alimentazione equilibrata e un’attività fisica costante riducevano significativamente il rischio di sviluppare la malattia, più di quanto facciano i farmaci». Tuttavia la realtà dei dati è chiara: nel 2024, gli antidiabetici hanno registrato una spesa pubblica di 1 miliardo 642 milioni di euro, con un aumento del 13,2% rispetto al 2023.

La semaglutide da sola ha visto crescere la spesa del 58,4% e i consumi del 59,8%. Ma «il farmaco più valido resta uno stile di vita sano», conclude Buzzetti. «Attività fisica regolare e una dieta equilibrata sono gli strumenti più efficaci per prevenire il sovrappeso».

Rachele Bombace

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