Il primo ministro polacco Donald Tusk ha definito l’esplosione avvenuta lungo la linea ferroviaria Varsavia-Lublino «un atto di sabotaggio senza precedenti», sottolineando che avrebbe potuto provocare un grave incidente. L’evento, registrato nei pressi del villaggio di Mika, non ha causato feriti, ma il danno ai binari avrebbe potuto provocare il deragliamento di un treno in transito.
Tusk ha spiegato che l’obiettivo era compromettere l’infrastruttura ferroviaria utilizzata anche per il trasporto di materiali diretti in Ucraina. Le autorità hanno aperto un’indagine, collegando l’accaduto a un secondo episodio avvenuto nel fine settimana e anch’esso al centro di sospetti di sabotaggio. Il premier ha garantito che i responsabili verranno identificati.
Secondo la polizia, una prima segnalazione di esplosione era arrivata sabato sera, ma i controlli non avevano riscontrato anomalie. Il tratto danneggiato è stato scoperto domenica mattina da un macchinista che, informato di un potenziale problema, procedeva a velocità ridotta ed è riuscito a fermarsi in tempo.
Nello stesso giorno, un treno con 475 passeggeri è stato costretto a una frenata d’emergenza nei pressi di Pulawy per danni alle linee elettriche aeree. Anche in questo caso si indaga su un possibile sabotaggio.
Il ministro della Difesa, Wladyslaw Kosiniak-Kamysz, ha annunciato controlli su circa 120 km di linea verso il confine con l’Ucraina. Gli episodi si inseriscono in una serie di attacchi in Europa attribuiti a reti di sabotaggio legate ai servizi russi, con l’obiettivo di creare instabilità nei Paesi che sostengono Kyiv. Il ministro dell’Interno Marcin Kierwinski ha parlato di «una minaccia senza precedenti» per la Polonia.
Mario Pelosi



