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Gli astronomi hanno scoperto una «scia cosmica» di gas e polvere estremamente lunga in una galassia lontana

Gazzettino Italiano Patagónico by Gazzettino Italiano Patagónico
12 de octubre de 2025
in Ciencia
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Gli astronomi hanno scoperto una «scia cosmica» di gas e polvere estremamente lunga in una galassia lontana
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. Questa traccia — simile a una «scia di condensazione» — potrebbe essere stata generata dal passaggio di un oggetto molto massiccio, forse un buco nero, anche se non è esclusa un’origine alternativa, secondo un nuovo studio. La scia è stata individuata nella galassia a spirale NGC 3627 (nota anche come M 66), che si trova a circa 31 milioni di anni luce nella costellazione del Leone. NGC 3627 fa parte del gruppo noto come «Leo Triplet», che include anche altre vicine galassie interagenti. Le «scie di condensazione» (o «contrails») erano già state osservate nella Via Lattea, ma quella scoperta in NGC 3627 è la più chiara e definita mai rilevata finora, e notevole soprattutto per le sue dimensioni. La scia si estende per circa 20.000 anni luce (ovvero ~ 6 kiloparsec nel modello dello studio), il che corrisponde a circa un quinto del diametro della galassia stessa. È sorprendentemente stretta: lo studio parla di una larghezza di circa 200 parsec (~ 650 anni luce). All’interno della scia si osserva una «turbulenza supersonica» con dispersione di materiale ad una velocità dell’ordine di 10 km/s e la scia è visibile sia grazie alla lunghezza d’onda dell’emissione di polvere (nei dati infrarossi del JWST), sia del movimento di particolari molecole (monossido di carbonio), rilevato con onde radio dal telescopio ALMA). Secondo i ricercatori Zhao e Li, che hanno condotto lo studio basandosi su un modello sviluppato da Li nel 2021, la scia potrebbe essersi formata quando un oggetto compatto e massiccio ha attraversato il disco galattico e ha «focalizzato gravitazionalmente» il gas circostante, lasciando dietro di sé questa struttura lineare di gas e polvere. Dal modello e dai dati, i ricercatori stimano che l’oggetto in questione avesse una massa dell’ordine di 10⁶ masse solari (uno milione di volte la massa del Sole) e viaggiasse ad una velocità superiore a 300 km/s mentre attraversava la galassia. Il modello suggerisce inoltre che la scia si sia formata circa 20 milioni di anni fa, un tempo relativamente breve in termini cosmici. Stando ai due ricercatori la massa stimata dell’oggetto è compatibile sia con un buco nero massiccio che con il nucleo denso di una galassia nana che abbia attraversato la galassia principale. Pertanto, con i dati attuali, non è possibile stabilire con certezza l’identità dell’oggetto, anche se spiega Zhao: «Dai dati in possesso tuttavia, l’ago della bilancia fa propendere per il passaggio di un buco nero, ma non possiamo escludere in assoluto la seconda ipotesi. In ogni caso se l’oggetto fosse una galassia nana potrebbe essere troppo debole per essere rilevato direttamente a quella distanza». In futuro, campagne ottiche molto profonde oppure osservazioni ALMA a risoluzione ancora maggiore potrebbero riuscire a identificarlo e quindi risolvere il mistero. Se questa interpretazione è corretta, la scia potrebbe essere un esempio di come «oggetti oscuri» — buchi neri o nuclei galattici — interagiscono con il mezzo interstellare mentre attraversano un disco galattico. Gli autori suggeriscono che scoprire altre scie analoghe potrebbe aiutare a stimare quanto siano comuni questi fenomeni, e quindi a capire meglio la popolazione di oggetti massicci invisibili che attraversano le galassie.

Luigi Bignami

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