Migliore resilienza fiscale, continua e graduale riduzione del deficit, un contesto politico stabile: «l’Italia è sulla buona strada» per Fitch Ratings. L’agenzia internazionale di valutazione del credito e rating, dopo l’attento esame delle sue 18 variabili, si è infatti convinta a promuovere l’Italia e alzare il suo rating di default a lungo termine (IDR) da «BBB» a «BBB+». L’outlook è stabile. Fitch ha inoltre alzato l’IDR a breve termine dell’Italia da «F2» a «F1».
«PIÙ FIDUCIA NELLA TRAIETTORIA FISCALE DELL’ITALIA»
L’agenzia spiega in una nota che «l’aggiornamento riflette una maggiore fiducia nella traiettoria fiscale dell’Italia, sostenuta da una crescente prudenza fiscale e da un forte impegno a raggiungere gli obiettivi di bilancio a breve e medio termine previsti dal nuovo quadro di bilancio dell’UE».
GIORGETTI: «ABBIAMO RIPORTATO L’ITALIA SULLA STRADA GIUSTA»
Il ministro delle Finanze Giancarlo Giorgetti esulta: «Tanto studio, tanto lavoro. Serio e riservato. Abbiamo riportato l’Italia sulla giusta strada», scrive infatti su X, per commentare il giudizio sull’Italia dell’agenzia Fitch.
Soddisfatta anche la premier Giorgia Meloni: «L’Italia ottiene una promozione da Fitch: la conferma che il percorso del nostro governo è quello giusto. Conti in ordine, responsabilità nelle scelte di bilancio, l’economia che si rafforza grazie all’aumento dell’occupazione: questi non sono slogan, ma risultati concreti», commenta infatti la presidente del Consiglio. Si tratta di «un chiaro segnale di fiducia dai mercati internazionali- prosegue- stabilità politica, politiche economiche credibili e sostegno a chi crea lavoro e ricchezza stanno dando i loro frutti. Siamo consapevoli delle sfide che ci attendono — crescita, debito, sostenibilità — ma oggi possiamo guardare avanti con orgoglio: il nostro impegno viene riconosciuto, e questo ci dà ulteriore forza per fare sempre di più, per l’Italia e le sue famiglie».
La promozione dell’economia va in effetti di pari passo a quella della politica nazionale: «Un contesto politico stabile, il continuo slancio riformatore e la riduzione degli squilibri esterni- riporta infatti la nota di Fitch- migliorano ulteriormente gli indicatori di credito dell’Italia. Questi fattori attenuano i rischi derivanti dal debito pubblico ancora elevato e dalle crescenti sfide esterne».
DEFICIT RIVISTO AL RIBASSO, DA 3,3% AL 3,1%
L’agenzia sottolinea la capacità messa in campo per ridurre il deficit più delle previsioni: «Stimiamo un deficit pari al 3,1% del Pil quest’anno, contro il 3,3% dell’obiettivo ufficiale», grazie a un maggiore introito fiscale e all’impegno dimostrato sul fronte del contenimento della spesa. «L’Italia è sulla buona strada per raggiungere il suo obiettivo di crescita della spesa netta per il 2025 (1,3%) e ridurre il suo disavanzo strutturale di almeno lo 0,5% nell’ambito della Procedura per i disavanzi eccessivi», stima l’agenzia. «Il suo Piano di bilancio strutturale a medio termine (MTSFP) settennale prevede un continuo risanamento-prosegue-, con un avanzo primario in aumento al 2,4% nel 2029 (da uno 0,7% previsto per quest’anno), sostenuto dall’attuazione delle riforme».
DEBITO TORNATO A LIVELLI PRE-PANDEMICI
Sul tallone d’achille dell’Italia, il debito italiano, Fitch conferma la sua «diminuzione di oltre 20 punti percentuali nel periodo 2020-2024, tornando ai livelli pre-pandemici più rapidamente del previsto (e in contrasto con molti altri paesi dell’eurozona)». Anche se «prevediamo che il debito aumenterà modestamente dal 135,3% del PIL nel 2024 al 137,5% nel 2026, riflettendo gli aggiustamenti stock-flussi legati principalmente al regime di superbonus», aggiunge poi. Effetti che saranno però mitigati dalle previsioni sul rapporto debito/PIL: Fitch ritiene infatti che «inizierà a diminuire di circa 1 punto percentuale all’anno (al 134% entro il 2030)».



