Un milione e mezzo di tag #WorldPhotographyDay su Instagram. È questo l’obiettivo da raggiungere per il 19 agosto, data nella quale ricorre la Giornata mondiale della Fotografia, che si celebra ogni anno per promuovere quest’arte e la sua storia. Una narrazione che parte dal dagherrotipo e che il tempo ha trasferito ai social network, fino a quello più di tendenza per la condivisione delle foto. Era il 1837 quando l’artista francese Louis Jacques Mandé Daguerre inventò il dagherrotipo, un processo che consentiva di ottenere immagini, non riproducibili, incise su lastre metalliche. Benché quella che viene considerata la prima fotografia della storia fosse stata prodotta dieci anni prima – era la celebre Vista dalla finestra a Le Gras, realizzata da Joseph Nicéphore Niépce, con cui Daguerre avviò una lunga collaborazione -, la dagherrotipia ottenne in breve tempo molto successo per la sua praticità e, soprattutto, per la nitidezza delle immagini e la loro fedele corrispondenza alla realtà. Prima i paesaggi, poi, ridotti i tempi di esposizione, i ritratti: gli studi si moltiplicarono in tutto il pianeta così come i dagherrotipi di personaggi celebri, da Edgar Allan Poe ad Abraham Lincoln. Una rivoluzione iniziata nel 1838 quando Daguerre realizzò il primo ritratto di sempre: la figura di un lustrascarpe che lavorava in un viale alberato completamente vuoto. È il «Boulevard du Temple», passato alla storia come la prima foto di un essere umano. Il 19 agosto 1839, a Parigi, lo scienziato Francois Arago, nel corso di una sessione congiunta delle Accademie delle Scienze e delle Belle Arti, presentò ufficialmente il dagherrotipo a nome dello Stato francese, annunciando che il governo ne avrebbe acquistato i diritti del brevetto per diffonderlo in tutto il mondo come un «dono libero». A Daguerre fu chiesto di pubblicare un opuscolo con le istruzioni per il funzionamento dell’apparecchio. Il libro e le camere andarono a ruba, prima in Francia, poi in Europa, infine negli Stati Uniti. L’idea di celebrare una Giornata dedicata alla fotografia il 19 agosto, per omaggiare una fondamentale pietra miliare nella storia di questa arte, venne, nel 1988, a un insegnante indiano, O.P. Sharma, che è impegnato ancora oggi, con l’imprenditore australiano Korske Ara e il produttore nordamericano John Morzen, a promuovere la ricorrenza come un fenomeno globale. Sharma pensò di contattare gruppi di fotografi per organizzare eventi celebrativi in India, cosa che riuscì a realizzare nel 1991 e per diversi anni. Grazie a internet, l’iniziativa assunse molta popolarità, soprattutto a partire dal 2010 quando Ara lanciò online, ufficialmente, la prima Giornata mondiale della Fotografia che, da quel momento, si celebra annualmente con eventi, workshop e imperdibili passeggiate fotografiche. Il tema scelto quest’anno, per i 15 anni della ricorrenza, è ‘La mia foto preferita’: l’invito degli organizzatori agli utenti è a condividere sulle piattaforme social la foto più bella mai scattata, raccontandone la storia che c’è dietro e, ovviamente, taggando #WorldPhotographyDay e #WorldPhotographyDay2025. Si può decidere di partecipare anche con un tema libero, seguendo uno dei mantra degli organizzatori: «Esci e cattura un momento».
WORLD PHOTOGRAPHY WEEK
Nel 2025 è stata promossa anche la World Photography Week, che, lanciata martedì scorso, si concluderà il prossimo 26 agosto. L’iniziativa si svolge, nelle due settimane centrali del mese, a partire dal 2022, per invitare ciascuno a pubblicare una fotografia – una ogni 24 ore, per 15 giorni – particolarmente significativa per sé, insieme alla storia che la accompagna e agli hashtag #WorldPhotographyWeek e #WorldPhotographyWeek2025, e a promuovere, con un «mi piace», un «condividi» o un «segui», il lavoro di un fotografo professionista particolarmente apprezzato. L’evento globale, infatti, vuole anche dare risalto al lavoro dei fotografi, invitati a presentare nuovi scatti per l’occasione. A partire dalla Settimana mondiale della Fotografia 2024, tutte le foto degli utenti accompagnate dal tag vengono raccolte e pubblicate su un sito. Oltre a quelli online – su Instagram ma anche su Facebook, Twitter, Threads e Bluesky -, eventi in presenza si svolgeranno in moltissime città del mondo, da New York a Belgrado. Il 19 agosto, ad esempio, sarà possibile scattare una fotografia da uno spazio che si erge a oltre 330 metri sopra Manhattan, partecipare al carnevale della fotografia che si tiene nella città di Raiganj, in India, ammirare la vista a 360 gradi di Liverpool dal Royal liver building, o prendere parte alle iniziative organizzate nel Takaka Memorial Library, in Nuova Zelanda.
Maria Anzalone



