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Brasile, ex presidente Bolsonaro agli arresti domiciliari. Visite proibite anche ai figli

Gazzettino Italiano Patagónico by Gazzettino Italiano Patagónico
8 de agosto de 2025
in América Latina
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Brasile, ex presidente Bolsonaro agli arresti domiciliari. Visite proibite anche ai figli
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Il giudice della Corte suprema del Brasile, Alexandre de Moraes, ha ordinato i domiciliari dell’ex presidente Jair Bolsonaro, precisando che per Moraes c’è stata una violazione delle misure cautelari. «Agendo illecitamente, l’imputato Jair Bolsonaro si è rivolto ai manifestanti riuniti a Copacabana, a Rio, producendo dolosamente e consapevolmente materiale prefabbricato affinché i suoi sostenitori continuassero a tentar di fare pressione sulla Corte suprema ed ostacolare la Giustizia, tanto che la telefonata con suo figlio, Flávio, è stata pubblicata sulla piattaforma Instagram», ha scritto Moraes nel suo ordine di detenzione. La violazione delle misure cautelari che ha portato all’arresto domiciliare di Jair Bolsonaro, secondo il giudice della Corte suprema Alexandre de Moraes, è stata la partecipazione indiretta dell’ex presidente a una manifestazione tenutasi a Rio de Janeiro ieri, sulla spiaggia di Copacabana. Ieri, infatti, il senatore Flávio Bolsonaro, figlio primogenito di Bolsonaro, ha messo in vivavoce il padre durante una manifestazione in suo supporto, in una diretta diffusa via Instagram. Sino ad oggi Bolsonaro non poteva, sempre per ordine di de Moraes, usare i social media, uscire di casa dalle 19 di sera alle 6 del mattino durante i giorni feriali e tutto il giorno nei fine settimana, né conversare con ambasciatori, oltre a dovere indossare una cavigliera elettronica. Il giudice della Corte suprema brasiliana Alexandre de Moraes ha stabilito che solo gli avvocati di Jair Bolsonaro potranno visitare l’ex presidente, ordinando che anche i figli Flávio, Carlos e Renan Bolsonaro dovranno chiedere il permesso di visitare il padre al massimo organo giuridico del Paese sudamericano. Inoltre, tutti i visitatori autorizzati «sono espressamente vietati di usare cellulari, fare foto o registrare immagini» con Bolsonaro, ha scritto De Moraes nella sua ordinanza aggiungendo che «la Giustizia non è sciocca, tanto meno cieca e non si può permettere che l’accertamento di fatti così gravi — come quelli avvenuti in Brasile tra il 2022 e il 2023 — sia distorto da narrazioni artificiali forgiate strategicamente con l’obiettivo di manipolare l’opinione pubblica e delegittimare le istituzioni brasiliane». L’ex presidente può avere invece contatti senza l’autorizzazione di De Moraes con la moglie Michelle Bolsonaro, dato che vive nella sua stessa abitazione a Brasilia e che, poche ore prima della prigione domiciliare decretata contro suo marito, ha escluso in maniera categorica qualsiasi ipotesi di una sua candidatura alle elezioni presidenziali che si terranno in Brasile il prossimo anno. Simpatizzanti di Jair Bolsonaro hanno sfilato la notte scorsa a bordo delle loro auto lungo i viali di Brasilia, al suono insistente dei clacson, in segno di protesta contro gli arresti domiciliari dell’ex presidente. I manifestanti si sono poi radunati davanti al condominio dove l’ex leader di destra dovrà scontare la misura restrittiva, nel quartiere Jardim Botânico della capitale. «Il Brasile si fermerà», hanno gridato alcuni dimostranti, avvolti nelle bandiere del Brasile e degli Stati Uniti. La Polizia militare del Distretto Federale ha intanto rafforzato il pattugliamento nella regione centrale della capitale e bloccato la strada che porta alla Spianata dei Ministeri, a 13 chilometri di distanza, per impedire al gruppo di raggiugere la Corte suprema. «Siamo ufficialmente in una dittatura», ha commentato alla Cnn il senatore Flavio Bolsonaro, primogenito dell’ex capo di Stato, aggiungendo che è «difficile che non ci sia una reazione» da parte di Washington. «Il Brasile non è più una democrazia», gli ha fatto eco dagli Usa il fratello e deputato Eduardo Bolsonaro.

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