Sciopero della fame a oltranza fino a quando il corpo di Awdah Hathaleen non sarà restituito. A portarlo avanti sono sessanta donne palestinesi di Masafer Yatta, in Cisgiordania, dove lo scorso 28 luglio, un colono ha ucciso l’attivista palestinese che ha collaborato a ‘No Other Land’. A riportare la notizia è Al Jazeera, che ha ripreso le parole pubblicate su X del co-direttore del documentario Yuval Abraham. Il post del regista contiene anche un video, in cui a parlare è proprio la suocera di Hathaleen. È lei a spiegare che lo sciopero delle donne del villaggio andrà avanti fino a quando il genero non avrà una sepoltura adeguata. Per Awdah Hathaleen si è protestato anche in Israele. Ieri, per le strade di Gerusalemme e Tel Aviv, decine di manifestanti hanno fatto sentire la loro voce per chiedere il rilascio del corpo del giovane attivista al grido di «one, two, three, four, genocide no more». Quattro di loro sono stati anche arrestati dalla polizia israeliana, come ha riportato sui social il giornalista Oren Ziv. Secondo Voices Against War, il regime israeliano terrebbe in ostaggio il corpo di Awdah, intimando alla famiglia di non seppellirlo nel loro villaggio, Um al-Khair.
Sausan Khalil



