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Quanto rapidamente stai invecchiando? Lo rivelano le scansioni cerebrali

Gazzettino Italiano Patagónico by Gazzettino Italiano Patagónico
17 de julio de 2025
in Salud
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Quanto rapidamente stai invecchiando? Lo rivelano le scansioni cerebrali
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Un nuovo sistema che legge come cambiano nel tempo caratteristiche chiave del cervello può dirci quanto rapidamente stiamo invecchiando, e quanto velocemente peggiorano le nostre funzioni cognitive. Il metodo, descritto su Nature Aging, si basa sull’analisi delle scansioni cerebrali ottenute con la risonanza magnetica, e sembra poter fornire indicazioni su chi è più a rischio di sviluppare forme di demenza. L’età anagrafica non è sempre indicativa dell’invecchiamento biologico, che è influenzato da fattori come la genetica, le condizioni ambientali e le malattie di cui si soffre. Per misurare l’età biologica sono stati sviluppati nel tempo diversi test basati su vari biomarcatori, molecole specifiche rintracciabili nel sangue. Ma Ethan Whitman, scienziato esperto di invecchiamento cerebrale della Duke University di Durham, North Carolina, ha provato a creare un metodo per monitorare con maggiore precisione l’invecchiamento del cervello e metterlo in relazione con l’invecchiamento dell’organismo in generale. Lo scienziato e i colleghi hanno attinto ai dati di uno studio su oltre un migliaio di persone nate a Dunedin, in Nuova Zelanda, tra il 1972 e il 1973, e sottoposte periodicamente nell’arco di due decenni, dai 26 ai 45 anni, a valutazioni sull’invecchiamento attraverso la misura di 19 biomarcatori (cardiovascolari, metabolici, renali, immunitari, dentali e di funzionalità polmonare). Le valutazioni più recenti includevano scansioni cerebrali. I ricercatori hanno dato in pasto a un algoritmo 860 scansioni cerebrali e gli hanno chiesto di rintracciare correlazioni tra i dati delle risonanze magnetiche cerebrali e il ritmo di invecchiamento dedotto da tutti gli altri biomarcatori studiati (invecchiamento cardiovascolare, metabolico e immunitario). Nelle scansioni sono stati analizzati parametri come lo spessore della corteccia cerebrale, lo strato più recente ed evoluto del cervello deputato a funzioni cognitive come parlare o memorizzare, e il volume di materia grigia (il tessuto costituito da corpi di neuroni) che essa conteneva. Il risultato è stato un nuovo orologio dell’invecchiamento: i punteggi che indicavano un invecchiamento più rapido (così come emergeva dalle scansioni cerebrali) erano in effetti correlati a un rischio più alto di future malattie croniche e morte. Gli scienziati hanno testato il loro nuovo strumento anche sui dati di oltre 42.500 soggetti del database UK Biobank e oltre 1700 scansioni cerebrali di pazienti dell’Alzheimer’s Disease Neuroimaging Initiative. In quest’ultimo gruppo, i pazienti che – in base al nuovo orologio basato sulle scansioni cerebrali – registravano un più rapido invecchiamento, correvano un rischio maggiore di ricevere una diagnosi di demenza nei 16 anni successivi. Il metodo è ancora troppo acerbo per poter essere utilizzato in ambito clinico e andrà prima calibrato su molte popolazioni e persone di età diverse. Ma potrebbe essere usato a scopo di ricerca: tra i prossimi obiettivi del team c’è per esempio capire se condizioni come la schizofrenia o i disturbi del sonno siano associate a ritmi di invecchiamento del cervello più rapidi.

Elisabetta Intini

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