«Oggi colpiremo obiettivi molto importanti a Teheran», per questo «il portavoce delle Forze di difesa israeliane si rivolgerà ai residenti per invitarli a evacuare»: così ha detto il ministro della Difesa di Israele, Israel Katz, in conferenza stampa da Herzliya, città costiera centrale di Israele, colpita stamani da missili iraniani. Nel quinto giorno di guerra tra i due Paesi, Katz ha assicurato che con Teheran «non stiamo conducendo nessun negoziato». «Gli unici negoziati in corso sono quelli tra i nostri missili e quelli del regime dittatoriale iraniano». Il governo di Tel Aviv ha fatto sapere che almeno 2.725 persone in Israele sono state evacuate dalle loro case. Da venerdì, in Israele si sono registrati 24 morti e 647 feriti. Ammontano, invece, a 1.800 i feriti registrati negli attacchi che Israele ha condotto contro l’Iran a partire dalla notte tra il 12 e il 13 giugno: lo ha riferito il ministro della Salute Mohammad-Reza Zafarghandi, citato dalla stampa persiana. Ammontano invece a 1.481 le vittime civili, come ha riferito alle Nazioni Unite l’ambasciatore permanente iraniano, Amir Sa’eed Iravani: «Teheran difenderà fermamente la propria sicurezza e integrità territoriale, ritenendo gli Stati Uniti complici dei palesi atti di aggressione di Israele» ha detto, aggiungendo che in questi icnque giorni «Israele ha deliberatamente colpito aree densamente popolate e abitate da civili in diverse importanti città iraniane, dove vivono milioni di persone». Zafarghandi ha aggiunto: «L’aspetto più preoccupante di questo attacco è che il regime israeliano ha deliberatamente preso di mira un impianto nucleare pacifico che opera sotto la piena tutela dell’Aiea», l’Agenzia internazionale per l’energia atomica.
Alessandra Fabbretti



