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Quando i cambiamenti climatici provocano cambiamenti irreversibili

Gazzettino Italiano Patagónico by Gazzettino Italiano Patagónico
16 de junio de 2025
in Ecología
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Quando i cambiamenti climatici provocano cambiamenti irreversibili
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Gli studiosi li definiscono «tipping points climatici»: sono le soglie critiche oltre le quali il sistema climatico subisce cambiamenti irreversibili come il collasso delle calotte glaciali o il rallentamento della circolazione oceanica globale. Una ricerca condotta dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), in collaborazione con altri Enti di Ricerca e Università internazionali, ha evidenziato come il nostro attuale periodo climatico mostri caratteristiche distintive e peculiari rispetto alle epoche climatiche passate. Nel corso della storia geologica, il nostro pianeta ha attraversato fasi climatiche molto diverse: dai periodi «Hothouse» e «Warmhouse», in cui le temperature erano elevate e non esistevano calotte polari, ai periodi «Icehouse», come quello attuale, in cui la presenza di ghiacci ai poli regola il clima globale. I risultati dello studio a guida INGV, ottenuti grazie a innovativi e avanzati strumenti matematici di analisi della variabilità climatica in grado di individuare segnali precursori di transizioni critiche, offrono nuove prospettive sulla stabilità del clima terrestre e sul rischio di transizioni irreversibili, strettamente legate al cambiamento climatico in atto. «Il nostro lavoro mostra che i tipping points climatici non si manifestano con le stesse dinamiche nei diversi periodi geologici della Terra. In particolare, l’attuale periodo Icehouse, caratterizzato da cicli glaciali-interglaciali, presenta caratteristiche distintive rispetto alle epoche passate, con implicazioni cruciali per la comprensione della stabilità climatica e del cambiamento in atto» spiega Tommaso Alberti, ricercatore dell’INGV e primo autore dell’articolo. Lo studio dei diversi tipping points climatici evidenzia come il loro comportamento dipenda dalla struttura climatica di fondo e dalla dinamica interna del sistema: comprendere queste differenze è essenziale per migliorare le previsioni climatiche e individuare le soglie oltre le quali il cambiamento climatico potrebbe diventare irreversibile. Le analisi condotte nella ricerca hanno permesso di distinguere tra cambiamenti graduali e bruschi nel sistema climatico, evidenziando come, nell’attuale fase Icehouse, le fluttuazioni climatiche siano più frequenti e caratterizzate da una maggiore variabilità rispetto a epoche più calde. «I risultati ottenuti suggeriscono che la nostra epoca è caratterizzata da un comportamento più «intermittente» rispetto ai periodi caldi del passato, con transizioni più rapide tra stati climatici diversi. Questa variabilità rende ancora più difficile prevedere con precisione l’evoluzione del nostro clima e impone un’attenzione particolare nello studio dei tipping points» aggiunge Fabio Florindo, Presidente dell’INGV e co-autore dello studio.

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