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Scuola: cosa influenza il nostro amore per la matematica?

Gazzettino Italiano Patagónico by Gazzettino Italiano Patagónico
12 de junio de 2025
in Ciencia
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Scuola: cosa influenza il nostro amore per la matematica?
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La matematica è una di quelle materie scolastiche che si ama o si odia: crescendo tende a piacere sempre meno, ma il sistema scolastico nel quale siamo inseriti influisce molto sulla percezione che abbiamo della nostra «identità matematica», ovvero dell’essere portati o meno per la materia. Uno studio condotto in sei diversi Paesi europei ha indagato la percezione che gli studenti hanno della propria capacità matematica, cercando di capire come mai molti perdono motivazione nello studio o non riescono a ottenere risultati soddisfacenti. La ricerca, condotta tra il 2020 e il 2024 coinvolgendo 50 scuole in Norvegia, Svezia, Estonia, Finlandia, Portogallo e Serbia, ha indagato in che modo la motivazione degli studenti (dagli 8 ai 10 anni di età) fosse connessa alle proprie performance scolastiche e influenzata dall’ambiente e dai giudizi di genitori e professori. In generale, è emerso che nei Paesi che non prevedevano l’uso di voti per i primi anni di scuola (come la Norvegia o la Svezia) l’interesse degli studenti verso la matematica era indipendente dal proprio successo scolastico nella materia: «Gli studenti norvegesi si sentivano «portati per la matematica» non tanto per i voti che ottenevano, quanto per l’interesse che nutrivano nei confronti della materia e l’utilità che le riconoscevano», spiega la coordinatrice della ricerca Jelena Radišić. In generale, la percezione della propria bravura è risultata essere molto influenzata dall’ambiente e dalle aspettative dei professori, dei genitori e della società. Un altro dettaglio emerso dall’analisi è che, normalmente, i maschi sentono di essere più portati per la matematica rispetto alle femmine. La scuola e gli insegnanti possono aiutare gli studenti ad amare la matematica e a sentirsi portati: «È importante incoraggiare i ragazzi a utilizzare le proprie esperienze nello studio della materia, rendendoli partecipi e facendoli sentire in grado di comprenderla», conclude Radišić.

Chiara Guzzonato

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