Non ci saranno due italiani in finale al Roland Garros. Lorenzo Musetti si è arreso a Carlos Alcaraz. Dopo due set strepitosi – il primo vinto 6-4, il secondo perso solo al tie-break – e un terzo per sancire la superiorità attuale dello spagnolo: 6-0. In apertura della quarta partita – sotto già 2-0 – un risentimento muscolare (come a Monte Carlo) e il ritiro. Insomma, resta l’altro ancora in campo. Il «solito» Sinner, che stasera affronterà in una semifinale generazionale Djokovic. Alcaraz raggiunge così la quinta finale Slam in carriera, la seconda consecutiva a Parigi. Musetti da lunedì sarà numero 6 al mondo. «Vincere così non è piacevole – ha spiegato Alcaraz alla fine del match – Musetti ha fatto una stagione su terra fantastica. È uno dei pochi negli ultimi 30 anni ad aver raggiunto almeno la semifinale in tutti gli appuntamenti importanti su terra. Gli auguro il meglio, spero possa guarire in fretta e che potremo presto tornare a goderci il suo tennis. I primi due set sono stati durissimi, Lorenzo stava giocando un grande tennis. Vincere il secondo set è stato un sollievo, dovevo cercare di essere aggressivo e spingerlo sempre al limite, impedendogli di giocare il suo tennis. Poi ho iniziato a vedere le cose in maniera più chiara». Sinner-Djokovic? «Certo che la guarderò, non me la perderò. È una delle sfide più belle che possiamo avere oggi nel tennis, me la godrò. Sono un grande amante del tennis, ci godremo tutti lo spettacolo: sarà una bellissima partita». «Sono sinceramente triste e dispiaciuto per come è finito il match». Lorenzo Musetti è affranto quando si presenta nella sala conferenze principale del Roland Garros per raccontare la sua semifinale contro Carlos Alcaraz. La sfida era iniziata nel migliore dei modi, e si è conclusa nel modo più triste. «Stavo giocando davvero un gran match- racconta nelle parole riportate da supertennis.tv- ma a inizio terzo set ho iniziato ad avvertire un problema alla gamba. Quando servivo perdevo forza sulla gamba sinistra e sentivo che le cose stavano andando sempre peggio. Mi sono trascinato un po’ pensando di poterlo gestire, però sentivo che perdevo sempre più potenza e forza in quel muscolo e alla fine non riuscivo più a stare dietro agli scambi. Ritirarmi è stata la decisione giusta da prendere, domani farò degli esami per capire di cosa si tratta e per valutare la situazione». Per i primi due set il tennista azzurro ha giocato alla pari, se non meglio, dello spagnolo, campione uscente del torneo: «Abbiamo iniziato molto bene- l’analisi di Musetti- colpivamo la palla al meglio. Ho dovuto raggiungere il livello più alto del torneo per giocare alla pari con lui. Complessivamente sono soddisfatto perché oggi il mio livello ha fatto un passo in avanti rispetto agli ultimi scontri diretti. Mi sentivo vicinissimo al suo livello, ho avuto le mie chances, anche di andare avanti di due set, ma lui è stato bravo a reagire. E’ stato aggressivo nei momenti giusti e ha dimostrato di essere in grande forma. Merita di esser in finale». Stare al passo di Alcaraz dal punto di vista atletico è una delle prove più complicate del tennis moderno, commenta Musetti: «Carlos ti porta al limite, è quello che fanno i campioni. Fisicamente è tra i più forti del mondo e imposta il suo gioco su quello. Sapevo che, per stare al suo livello, avrei dovuto essere al top. E’ stato un mese molto impegnativo, ho giocato tanto per fortuna. Questo mese mi ha dato tanto e mi ha tolto tanto a livello di energie mentali. Probabilmente a forza di scavare dentro di me il corpo si è affaticato. Ma per la prima parte di partita ho fatto un buon lavoro e dimostrato che sia fisicamente, sia tecnicamente e sia mentalmente stavo facendo tutto al meglio».
Amedeo Liris



