Hamas sta conducendo «un’attenta» analisi della proposta di cessate il fuoco avanzata dagli Stati Uniti per la Striscia di Gaza: lo ha riferito oggi un dirigente dell’organizzazione palestinese, Basem Naim. Stando a una sua dichiarazione, le condizioni prefigurate da Washington e accolte con favore da Israele «non soddisfano nessuna delle giuste e legittime richieste del popolo». Tra gli aspetti chiave sui quali la proposta sarebbe inadeguata, secondo Naim, ci sono «la cessazione immediata delle ostilità e la fine della catastrofe umanitaria in corso a Gaza». Il dirigente ha aggiunto: «La leadership di Hamas sta attualmente conducendo una revisione approfondita e responsabile della nuova proposta». E ancora: «Questa valutazione è guidata da un profondo senso di responsabilità nazionale e da un impegno incrollabile a proteggere i diritti e il futuro del popolo palestinese nella sua terra». Sulla situazione a Gaza si è espresso durante una conferenza stampa anche Jens Laerke, portavoce dell’Ufficio dell’Onu per il coordinamento dell’assistenza umanitaria (Ocha). La Striscia, ha detto il responsabile in riferimento agli ostacoli posti da Israele alla consegna di aiuti alimentari, è oggi «il posto più affamato della Terra». Secondo Laerke, solo 600 dei 900 camion carichi di cibo sono stati autorizzati a raggiungere la barriera di confine con Gaza e da lì una combinazione di ostacoli burocratici e di sicurezza rende praticamente impossibile far arrivare i prodotti nella regione palestinese. «Quello che siamo riusciti a far entrare è farina,» ha detto il portavoce, citato da Al Jazeera, Bbc e altre emittenti. «Ma non è pronta da mangiare, giusto? Va cucinata… Il 100 per cento della popolazione di Gaza è a rischio carestia».
Vincenzo Giardina



