Affetto da una grave malformazione a un braccio a causa di un farmaco assunto dalla mamma durante la gravidanza: è la cosiddetta sindrome da talidomide, per la quale a un 58enne di Alessandria è stato riconosciuto il diritto a essere indennizzato dal ministero della Salute con un risarcimento di circa un milione di euro. Lo hanno stabilito il tribunale del lavoro di Alessandria e la Corte d’appello di Torino, con una sentenza depositata nei giorni scorsi che – dopo 8 anni e due gradi di giudizio – han finalmente dato ragione all’uomo nonostante l’opposizione del ministero. La cosiddetta sindrome da talidomide è causata da un farmaco – la talidomide, appunto – largamente commercializzato e prescritto dai medici in molti Paesi (tra cui l’Italia) tra gli anni ’50 e ’60. La talidomide è una sostanza con proprietà sedative e immunomodulanti, sviluppata inizialmente dall’azienda farmaceutica tedesca Chemie Grünenthal. Venne utilizzata come principio attivo per trattare ansia e insonnia, e considerata molto sicura rispetto ad altre sostanze con i medesimi effetti come i barbiturici, che causavano assuefazione. Quando si scoprì che era efficace anche sulla nausea da gravidanza, le prescrizioni si estesero. Dai test il farmaco non aveva dato segni evidenti di tossicità e, in assenza di protocolli di approvazione come quelli odierni, venne sostanzialmente ritenuto sicuro per tutti. Le conseguenze furono disastrose. Negli anni successivi migliaia di bambini nacquero con gravi malformazioni agli arti, come la focomelia (arti fortemente ridotti) o amelia (arti del tutto assenti). In altri casi si manifestarono malformazioni agli organi o aborti spontanei. Nel 1961 la talidomide venne ritirata dal commercio in Germania, Svezia e Gran Bretagna. In Italia si aspettò fino all’anno successivo. Nel 2009, il ministero della Salute italiano ha riconosciuto un indennizzo alle persone affette da malformazioni causate dalla talidomide, destinato ai nati tra il 1959 e il 1965. Questo indennizzo è stato riconosciuto in seguito alla legge finanziaria del 2008 e nel 2017 è stato esteso ai nati fra il 1958 e il 1966 e anche alle vittime nate al di fuori di questo periodo, ma che presentano malformazioni compatibili con la sindrome da talidomide. Il 58enne di Alessandria avrebbe avuto diritto da anni a un indennizzo bimestrale, ma finora oggi non è mai riuscito ad incassarlo. Perciò, otto anni fa, ha avviato una causa civile contro il ministero della Salute, che ora dovrà risarcirlo.
A. Cerone



