Cadrà domani 29 aprile il traguardo dei primi 100 giorni di presidenza per Donald Trump, ma il tasso di gradimento nei suoi confronti è già crollato. A dirlo sono nuovi sondaggi realizzati per l’occasione da Cnn – da SSRS il primo – e Abc News e Washington Post – da Langer Research Associates su dati Ipsos il secondo. Il tycoon si fermerebbe al 41% e al 39% secondo le due indagini. Numeri sconfortanti se si pensa che sono i più bassi mai visti in sette o otto decenni. Almeno dai tempi di Eisenhower, come spiega la Cnn. Sempre seguendo la spiegazione dell’emittente americana, solo il 22% degli intervistati si dichiara favorevole alla gestione 2 di Trump. Il 45% è contrario. Si sale al 55% dei contrari, invece, se si guarda al sondaggio di Abc News e Washington Post. In particolare, solo il 21% ha dichiarato di approvare «fortemente» l’operato di Trump, la percentuale più bassa mai registrata. Circa il doppio, il 44%, ha dichiarato di disapprovarlo fortemente. A pesare sul gradimento sono le politiche economiche. Sempre secondo quanto riportato da Abc News e Washington Post, il 64% ha dichiarato di disapprovare i dazi, «il 72% ha affermato di pensare che sia molto o abbastanza probabile che le politiche economiche causeranno una recessione a breve termine». Il «41% ha affermato che le proprie finanze sono peggiorate» e il «62% ha affermato che i prezzi, che Trump, in qualità di candidato, si era impegnato a contenere, stanno aumentando. Il 71% ha affermato di considerare i suoi dazi un fattore negativo per l’inflazione dei prezzi». I timori, però, vanno anche oltre. Il 55% «ha dubitato dell’impegno dell’amministrazione Trump nel proteggere i diritti e le libertà dei cittadini». Sul tema immigrazione il 53% ha dichiarato di disapprovare la gestione. Nel sondaggio di Cnn, la delusione degli americani è anche in tema di politica estera. L’atteggiamento di Trump nella questione Russia – Ucraina, con una propensione più marcata verso Mosca riscuote il 60% di disapprovazione, contro il 39% di approvazione. Il presidente ottiene valutazioni appena positive solo su un tema analizzato nel sondaggio: «la sua gestione delle questioni relative all’identità di genere e alle persone transgender». Nel complesso, il 51% la approva.
Giusy Mercadante



