Buona fortuna al grande popolo del Canada. Eleggete l’uomo che abbia la forza e la saggezza di dimezzare le vostre tasse, di aumentare la vostra potenza militare, gratuitamente, al livello più alto del mondo». Nel giorno in cui i canadesi si recano ai seggi per eleggere il nuovo premier, il presidente americano Donald Trump entra a gamba tesa rilanciando la sua proposta di trasformarlo nel 51esimo stato Usa. Ma è proprio la minaccia di diventare uno stato americano – sotto il controllo del tycoon – a muovere molti canadesi a eleggere il successore di Justin Trudeau, dimessosi lo scorso gennaio da primo ministro e leader dei Liberali, quando il suo partito stava attraversando una delle peggiori crisi della sua storia. Trudeau è stato sostituito da Mark Carney, attuale primo ministro e nuovo leader del partito. Mark Carney è il nuovo premier del Canada, l’addio di Trudeau: «La libertà non è scontata con Trump». La campagna elettorale si è concentrata su chi riuscirà ad affrontare una crisi senza precedenti e negoziare con il presidente Usa, la cui guerra commerciale e le minacce di annessione hanno scosso il Paese. Tutti parlavano del leader dei Conservatori, Pierre Poilievre, come del prossimo primo ministro. Ma la situazione negli ultimi mesi è mutata a causa di Trump e del suo atteggiamento ostile verso il Canada. Da quando il tycoon è tornato alla Casa Bianca, i Liberali sono risaliti nei sondaggi i Liberali e hanno superato i Conservatori. Se quindi le previsioni saranno rispettate, Carney sarà protagonista di una spettacolare rimonta del suo partito sui Conservatori guidati da Poilievre, accreditati solo pochi mesi fa di una schiacciante vittoria dopo dieci anni di governo di Trudeau. Paradossalmente, Poilievre potrebbe essere affondato proprio da chi lo aveva più ispirato: Trump. Ex banchiere centrale, sia del Canada sia dell’Inghilterra, 60 anni, dopo le dimissioni di Trudeau a gennaio Carney si era candidato alla guida dei Liberali. Vinta la sfida con la rivale più accreditata, Chrystia Freeland, a marzo è succeduto a Trudeau anche alla guida del governo.Nel frattempo, si è scatenata la guerra commerciale con l’ingombrante vicino. E Carney si è imposto come l’uomo giusto al momento giusto: competente, rassicurante, ma allo stesso tempo pugnace. Dal canto suo, Poilievre ha fatto di tutto per convincere gli elettori a voltare le spalle ai liberali, compreso con la promessa di tagliare tasse e spesa pubblica. Il suo slogan principale è «Canada First», che rimanda all'»America First» di Trump. Durante i comizi ha parlato molto di immigrazione e protezione dei confini, un altro dei temi forti del presidente Usa. Secondo gli ultimi sondaggi, i Liberali sono accreditati al 42,5 per cento dei voti e i Conservatori al 38,7 per cento. Subito dopo c’è il progressista Nuovo Partito Democratico all’8,6 per cento, seguito dai separatisti del Bloc Quebecois con il 6 per cento e dai Verdi al 2 per cento. In questo contesto difficile, per molti canadesi si tratta di elezioni storiche. I cittadini sono chiamati a scegliere i 343 parlamentari della Camera dei Comuni, con un sistema maggioritario in collegi a uninominale secco. Oltre un terzo arriveranno dall’Ontario, che da solo elegge 122 deputati. Oltre 7 dei 28,9 milioni di aventi diritto hanno già votato nel fine settimana di Pasqua. Complicata la mappa dell’apertura dei seggi. Teoricamente dovrebbero essere accessibili dalle 9:00 alle 21:00, ma non tutti insieme in un Paese che ha sei fusi orari: si inizia a est e man mano si procede verso ovest. Per facilitare lo spoglio, la maggior parte chiuderà alle 21:30 ora orientale (le 3:30 in Italia). I risultati dovrebbero arrivare lunedì sera, quindi nelle prime ore di martedì in Italia.



